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Enasarco esce da Mps e punta su Mediobanca con strategia brillante

- di: Matteo Borrelli
 
Enasarco esce da Mps e punta su Mediobanca con strategia brillante
La svolta della cassa previdenziale: venduta la quota in Monte dei Paschi, rafforzato l'assetto in Mediobanca.

La Fondazione Enasarco ha dato un colpo di scena: la dismissione del 3,05 % di Monte dei Paschi di Siena (Mps) e un contestuale rafforzamento della partecipazione in Mediobanca, ora pari al 2,52 %.

Governance rinnovata, strategia definita

Dopo il rinnovo del CdA (primo insediamento tra il 6 e il 16 giugno), è stata eletta Patrizia De Luise (foto) come presidente — prima donna a ricoprire questo incarico nella storia dell’ente. Le nuove nomine rivelano un disegno chiaro: semplificare e rafforzare il portafoglio bancario, concentrando gli investimenti sui nomi di maggiore impatto strategico.

Uscita da Mps: tempismo e plusvalenza

L’uscita da Mps — deliberata nell’assemblea del 17 aprile e concretizzata alla fine di giugno — ha permesso a Enasarco di realizzare una plusvalenza grazie alla vendita del 3,048 % tramite la sgr lussemburghese Miria Group (ex GWM). L’operazione ha posto Enasarco al di sotto della soglia di segnalazione (3 %) a Banca d’Italia e BCE, evitando l’obbligo di comunicazione Consob, richiesto solo sopra il 5 %.

Mediobanca: un investimento strategico

Con il ricavato, il patrimonio — pari a circa 9,5 miliardi di euro — è stato riallocato, portando la quota in Mediobanca al 2,52 %. Si tratta di una mossa mirata, in un momento strategico: Monte Paschi si prepara all’Ops per Mediobanca, soggetta all’ok della BCE.

In campo c'è molto in gioco: Mediobanca, forte di un piano industriale 2025–28 che prevede +45 % utile netto e +6 % ricavi annui, vive una fase di profonda rivalità con Mps.

Ops Mps–Mediobanca: Enasarco sullo sfondo

L’offerta via scambio di azioni di Mps su Mediobanca è stata recentemente autorizzata dalla BCE (23 giugno). Mediobanca ha respinto l’Ops lo scorso gennaio, giudicandola “distruttiva di valore”. Enasarco resta in attesa: in caso di rilancio dell’offerta, l’ente ha detto di essere pronto a partecipare.

Una mossa non passiva, ma di riserva: consentirebbe un ingresso su misura nel caso l’Ops diventi più appetibile.

La visione dell’ente

Patrizia De Luise — eletta il 30 giugno — ha parlato di volontà di “mettere ordine nelle partecipazioni” e di agire con logica strategica, ottimizzando le risorse. Miria Group, ora nel pieno controllo di Enasarco, gestisce silenziosamente questa transizione patrimoniale.

Implicazioni di mercato

  • Per Mps: perde un azionista rilevante (preceduto da Tesoro, Caltagirone, Delfin…), riducendo così la platea tra i top owner.
  • Per Mediobanca: accoglie un nuovo stakeholder di peso nei mesi cruciali di battaglia finanziaria con Mps.
  • Per Enasarco: si tratta di una mossa di “governance attiva”, volta a ottimizzare il rendimento e acquisire maggiore leva nelle dinamiche finanziarie nazionali.

Strategia lucida, approccio dinamico

La scelta di uscire da Mps e scommettere su Mediobanca è un segno tangibile del cambio di passo di Enasarco. Non si tratta solo di un riassetto finanziario, ma di una strategia evoluta di posizionamento. In un sistema bancario italiano in fibrillazione, l’ente previdenziale degli agenti di commercio emerge come investitore attento, flessibile e ben governato.

Restiamo allerta: la sfida tra Mps e Mediobanca si spalma ora su un piano inedito. Enasarco è pronta a giocare la carta giusta, se l’offerta decollerà.

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