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Export, Italia in crescita del +1,6% a ottobre rispetto a settembre

- di: Redazione
 
Export, Italia in crescita del +1,6% a ottobre rispetto a settembre

Le esportazioni in Italia a ottobre 2024 sono in crescita rispetto a settembre del +1,6% e segna soltanto un calo del -0,5% rispetto allo stesso mese dell'anno passato. Lo ha evidenziato ICE, l'agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane in occasione della Conferenza nazionale dell'export. Un valore positivo nonostante importanti rallentamenti di alcuni mercati di riferimento. Nel periodo gennaio-ottobre cala infatti la Cina (-21,3%), la Germania (-4,9%) e gli USA (-2,7%), valori compensati dalle buone performance della Turchia (+24,4%), dei Paesi Opec +6,4% e del Sudamerica (+4,8%). Questo senza contare l'incertezza dovuta ai conflitti in corso o anche l'importante incremento di barriere non tariffarie che in dieci anni sono passate da 380 a oltre 2800 nuove regolamentazioni in ingresso nei diversi paesi.

Export, Italia in crescita del +1,6% a ottobre rispetto a settembre

«Nel 2019 l'export italiano segnava un valore di 480 miliardi di euro, dopo tre anni era cresciuto del 30% andando oltre i 620 miliardi: un risultato che, nonostante una situazione globale che marca forti rallentamenti, riusciremo a raggiungere anche nel 2024. Nonostante le varie previsioni, dato l'ultimo numero Istat, tutto ciò che supererà l'1 o il 2% di crescita rispetto al 2023 va considerato un dono», sottolinea il presidente di ICE Matteo Zoppas.

«L'obiettivo dei 700 miliardi
– ha aggiunto – nel prossimo futuro è quindi alla nostra portata, perché il made in Italy ha ancora grandi potenzialità da esprimere sia attraverso traiettorie consolidate come ad esempio quella dell'agroalimentare, sia agganciando nuovi trend come quello della space economy che a livello globale, secondo le ultime stime, passerà da 400 miliardi a 1800 miliardi entro il 2035. Con queste proporzioni, i 7,5 miliardi di euro di export italiano del settore presto potranno diventare almeno 30. ICE e il sistema Paese nel suo complesso sono da considerare oggi l'infrastruttura primaria materiale e immateriale per la crescita del nostro export, grazie al grande lavoro di squadra che le sue componenti stanno facendo oggi più di ieri insieme a tutta la rete diplomatica, estremamente capillare, e anche a Confindustria con cui collaboriamo in maniera sempre più stretta e costruttiva».

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