Festival di Cannes, tutte le pagelle (Heidi Klum da urlo, Naomi sempre divina, Binoche insomma...)

- di: Barbara Bizzarri
 
Nel giorno di Nanni Moretti a Cannes che presenta Il Sol dell’Avvenire, ci si nota di più se parliamo di lui oppure dei look avvistati sulla Croisette? Per deformazione professionale parliamo dei look (giuro che mi emenderò al cinema e farò la brava spettatrice pagante per farmi perdonare).

Festival di Cannes, tutte le pagelle (Heidi Klum da urlo, Naomi sempre divina, Binoche insomma...)

Iniziamo subito con Heidi Klum, un’altra Dorian Gray della moda che a cinquant’anni è ancora semplicemente spettacolare. Lo so anche io che è una Summer (se ancora non sapete cosa significhi e quindi ancora non vi intendete di armocromia dopo tutto quello che è successo, ebbene vivete su Marte senza saperlo) e quindi il giallo sarebbe da evitare, a meno che non si tratti di un tenue giallo paglierino. Sì, lo so anche io che tutti quei tagli e spacchi, insomma, e mica sei una starlette ventenne in cerca di pubblicità. Però è stupenda nel suo abito con le ali di Zuhair Murad e quindi il voto è: tocca farsene una ragione, tutte vorremmo essere così. A chi mente si allunga il naso, altro dono della vecchiaia che lei non ha.

Altra supertop, Helena Christensen, fotografata sul red carpet del film "La Passion De Dodin Bouffant". Mortificata in un abito blu scuro paillettato trendy e a sirena sì, ma che non rendeva giustizia praticamente a niente. E che tristezza, per una che negli anni Novanta si avvinghiava a Chris Isaak sulla spiaggia in un video cult da tre decenni. Voto: piangere.

Sara Sampaio: lei sa che sotto un abito importante le scarpe devono essere comme il faut, altro che le infradito tristanzuole di Jennifer Lawrence nascoste dall’abito da sera. Simpatica, certo, però l’eleganza è un’altra cosa. E dunque, Sampaio. Sotto l’abito con strascico che deve essere sollevato, i sandali I Love Vivier Bling Sandals di Roger Vivier brillano di luce propria. Voto: classy.

Coco Rocha: Drama queen, però suggestiva, in una mise vincente grazie agli accessori: abito e cappello Dolce & Gabbana, gioielli Chaumet. Voto: alouette, je te plumerai…

Kate Beckinsale, sappi che ti venero dai tempi di Cold Comfort Farm. E dunque, se non hai un’amica che te lo dica, vieni da me prima di inguainarti in una tutina verde tempestata di cristalli con tanto di sopragonna e megafiocco in vita, un insieme che, in pratica, ti distrugge (e pure questo di Zuhair Murad Couture, in pratica a Cannes si parla soltanto di lui). Voto: underworld. Pure underfashion, volendo.

Pensavo che le infermiere sfilassero sul red carpet soltanto a Venezia. Invece no, perché Juliette Binoche sembra appena uscita da una corsia ospedaliera: blusa bianca mutuata da una divisa medica, pantaloni neri, capelli mosci dopo un turno massacrante e raccolti alla buona, aria stanca. Si salvano soltanto i gioielli Chopard. Voto: codice rosso.

Elsa Hosk: indossa una creazione di Viktor & Rolf vista alla Paris Couture Week, e porta sul red carpet tanto di messaggio: «È una versione assurda dello stereotipo di un abito da ballo couture», ha spiegato lo stilista.  Il vestito, infatti, si sovrappone diagonalmente rispetto al corpo, rivelando al di sotto un corpetto nudo scolpito. Un presunto atto di ribellione contro la cultura di Cannes che incoraggia le donne a essere sempre perfette e a vestirsi all'altezza di tanto lusso e glamour. Teoricamente, tutto molto bello. Praticamente, che noia questi messaggi, soprattutto se vengono da una che, è evidente, il diktat di Cannes l’ha introiettato eccome. Altrimenti meglio stare a casa con felpa e un secchio di cipster. Voto: che noia…

C’era pure Cecilia Rodriguez, sul red carpet, con un abito rosso di chiffon in tinta con il tappeto. Voto: si può fare di più.

Il black dress di Francisca Cerqueira Gomes, a fianco del fidanzato da F1 Pierre Gasly, ricorda un abito stupendo di taaanti anni fa, entrato nella leggenda e decorato da spille da balia. Tutti a dire che volgarità, col tono di Fiorello quando faceva il verso a Carlà, però ammazzerebbero per indossarlo con assoluta nonchalance come lei. Voto: sensuale.

Michael Douglas, per la par condicio e perché è dovuto alla Palma d'Oro d'Onore di quest'edizione del Festival. Blu da capo a piedi (scamosciati). Voto: sempre magggico, alla vanziniana romana maniera.

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