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Girondi conferma la scommessa su MPS e guarda anche a Mediobanca

- di: Giuseppe Castellini
 
Girondi conferma la scommessa su MPS e guarda anche a Mediobanca
Un imprenditore italiano torna protagonista nel puzzle della finanza bancaria.

Giorgio Girondi, presidente di Ufi Filters, ha fatto il suo ingresso nel ristretto club dei grandi azionisti di Monte dei Paschi di Siena (MPS), superando la soglia del 3%, con una quota del 3,001%, scattata l’obbligo di notifica alla Consob.

Un passo misurato, ma strategico: conferma l’operatività nel settore bancario, allineata al suo precedente investimento nel 2020 in Banco BPM (circa 5%), conclusosi con una plusvalenza superiore ai 100 milioni di euro.

Il contesto: ops su Mediobanca e corsa alla leadership

MPS ha lanciato un’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) per rilevare Mediobanca, presentata dal 14 luglio all’8 settembre 2025. La Consob ha già approvato il prospetto, così come l’Antitrust, sbloccando ogni ostacolo regolamentare.

L’offerta, sostanzialmente un concambio di 2,533 azioni MPS per ogni titolo Mediobanca, punta a raggiungere almeno il 50% per garantirsi il controllo, sebbene un’influenza significativa possa essere esercitata già con il 35–50% del capitale.

Ad oggi, però, l’adesione resta simbolica: solo lo 0,0141% – 119.468 richieste – hanno aderito entro il 21 luglio. Un inizio debole, che mostra quanto la partita sia tutt’altro che risolta.

Girondi, un azionista tattico

La scelta di Girondi di rafforzare la sua partecipazione in MPS non è casuale. È una mossa tattica per sostenere – assieme al fronte guidato da Luigi Lovaglio, AD di MPS – lo sforzo di acquisizione di Mediobanca.

Oggi, con il 3%, diventa il quinto azionista, alle spalle di Mef (11,7%), Caltagirone (9,96%), Delfin (9,87%) e Banco BPM (9%). La sua presenza potrà crescere ancora, magari attraverso derivati convertibili.

Del resto, Girondi ha dimostrato in passato una gestualità opportunistica: è entrato nel capitale di Banco BPM al 5% nel 2020, uscendo con guadagni significativi nel 2021; è stato tra i fondatori del gruppo della Banca del Fucino. Ora punta ancora su un investimento dal forte impatto strategico.

Dichiarazioni e commenti

Non mancano reazioni. Nei forum finanziari, si legge:

“Giorgio Girondi mediante la Ggg Spa risulta, dal 16 luglio 2025, in possesso del 3,001% di Monte dei Paschi di Siena”.

Girondi, fino a oggi, non ha rilasciato interviste pubbliche sull’operazione. Ma il suo pattern è chiaro: tempi rapidi su opportunità percepite come profittevoli, con un occhio al ritorno economico e al peso strategico.

Il sostegno all’AD Lovaglio – ben visibile già in assemblea lo scorso aprile, con voto favorevole all’aumento di capitale – rispecchia una piena sintonia rispetto al progetto industriale dell’OPS.

I prossimi passi e le incognite

Monitoraggio di adesioni OPS: la partita si gioca sull’indeciso percentuale sopra il 50% (utile anche per sbloccare le sinergie e le asset fiscali, DTA), ma già superando il 35% MPS guadagnerebbe una forte influenza.

Fronte del patto Mediobanca: alcuni soci storici (Caltagirone, Delfin) restano fedeli; altri, come Mediolanum, si sono defilati. Evidenti le pressioni da parte di MPS e le contromosse di Mediobanca – come l’offerta su Generali, il buy‑back, il piano dividendi fino a 4,9 miliardi entro il 2028.

Strategia di Girondi: potrà rafforzare ulteriormente la sua quota (oltre il 3%) tramite il mercato o derivati; oppure puntare ad accordi con altri soci di peso, partecipando attivamente alla governance futura.

Una partita di peso finanziario e strategico 

Giorgio Girondi gioca una partita di peso finanziario e strategico: torna sul palcoscenico bancario italiano, dopo l’exploit in Banco BPM, per sostenere la manovra di consolidamento attorno a MPS-Mediobanca, con ambizioni da protagonista.

È un investimento tattico, ma dal forte impatto: il suo 3% è già simbolico; il futuro dipenderà da quanto saprà consolidare posizioni e influire sul risultato dell’OPS. Monitorare le prossime mosse sarà essenziale per decifrare la reshaping del terzo polo bancario italiano.

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