Dal Governo nuovi tagli a cuneo fiscale e aiuti alle famiglie: cancellato il RdC

- di: Redazione
 
Il Consiglio dei ministri, riunitosi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato, su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, un decreto legge che contiene interventi a sostegno dei lavoratori. Tra i punti qualificanti del Ddl, il taglio di ulteriori 4 punti del cuneo fiscale e contributivo e fringe benefit esentasse fino a 3 mila euro per i dipendenti con figli. Un provvedimento che, per Giorgetti, è nel solco dell'azione del Governo a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglia. ''Abbassiamo le tasse fino a 7 punti per i redditi più bassi - ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze -: è un aiuto reale contro il carovita e la risposta concreta alle chiacchiere. Entrano in vigore anche ulteriori benefici per i lavoratori che hanno figli. Continuiamo sulla strada responsabile della crescita concentrandoci sulle emergenze sociali”.
Nello specifico del provvedimento, come si legge nella nota di Palazzo Chigi ''circa 4 miliardi di euro vengono destinati, nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2023 (senza ulteriori effetti sulla tredicesima), all’incremento di 4 punti percentuali del taglio del cuneo fiscale per i dipendenti rispetto a quanto già previsto in legge di bilancio. Lo sgravio contributivo, tutto a beneficio dei lavoratori, viene quindi elevato dal 3% al 7% per i redditi fino a 25 mila euro mentre viene innalzato dal 2% al 6% per i redditi fino a 35 mila. L’aumento nella busta paga dei dipendenti viene stimato, nel periodo luglio-dicembre, fino a 100 euro mensili di media''.

Dal Governo nuovi tagli a cuneo fiscale e aiuti alle famiglie: cancellato il RdC

Il disegno di legge prevede anche 142 milioni, per l'anno in corso, per innalzare fino a tremila euro la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit aziendali per tutti i lavoratori dipendenti con figli minori.
''Si tratta - sottolinea il comunicato della Presidenza del Consiglio - di una misura che punta a sostenere le famiglie limitando l’impatto dell’inflazione sui redditi''. Come era stato annunciato il provvedimento contiene anche ''la riforma del reddito di cittadinanza e incentivano all’assunzione''.

Il contenuto del disegno di legge, in base alla simulazione fatta dal Corriere della Sera, prevede che un soggetto con una retribuzione annua di diecimila euro lordi (quindi, circa 780 euro mensili netti) potrà cumulare, ai tre punti di taglio di contributi previdenziali trattenuti attualmente in busta paga, i quattro previsti dal disegno di legge approvato ieri dal CdM. Quindi, agli originari 19 euro al mese ne aggiungeranno altri 25. Quindi da maggio la retribuzione netta salirà, per chi guadagna diecimila euro all'anno, di quasi 45 euro. Per le retribuzioni fino a 15 mila euro il meccanismo dei tagli - vecchi e nuovi - porterà complessivamente 67 euro (oggi sono 38,5 euro); per quelle di ventimila 77 euro (oggi sono 44) e per quelle di 25 mila 96 euro (rispetto ai 55 di oggi).

Ieri il Consiglio dei Ministri ha dato attuazione ad uno dei temi portati avanti dal centrodestra in campagna elettorale, ovvero la cancellazione del Reddito di Cittadinanza, voluto dai Cinque Stelle ed approvato nel 2018 dal governo Conte, inteso come strumento di contrasto alla povertà. Il Reddito di Cittadinanza sarà sostituito dall'Assegno di inclusione, che però, rispetto al suo ''predecessore'', richiede molti più requisiti per essere erogato. In particolare, potrà essere richiesto solo da famiglie che, al loro interno, ha componenti disabili, minori o over 60. Potrà arrivare sino a 500 euro al mese, che potranno aumentare in casi particolari (come la presenza nel nucleo familiari di disabili gravi).
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