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IMU, scatta il saldo: domani il secondo versamento vale 11 miliardi

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
IMU, scatta il saldo: domani il secondo versamento vale 11 miliardi

Il conto alla rovescia è agli sgoccioli: domani, 16 dicembre 2025, scade il pagamento della seconda rata dell’IMU, il saldo che chiude l’anno d’imposta per milioni di contribuenti. Il versamento riguarda in particolare le seconde case, ma anche una platea più ampia di immobili: abitazioni di lusso, immobili commerciali, aree edificabili e terreni agricoli. Restano invece escluse, in linea generale, l’abitazione principale di residenza, le case popolari, gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibiti a prima casa dei soci e i fabbricati utilizzati come alloggi sociali.

IMU, scatta il saldo: domani il secondo versamento vale 11 miliardi

Dal punto di vista dei conti pubblici locali, il saldo di dicembre rappresenta una delle principali scadenze di fine anno. Sulla base dei calcoli effettuati sulla prima rata 2024, il pagamento dell’imposta a saldo “dovrebbe valere circa 11 miliardi”. È una cifra che fotografa l’effetto-cassa del secondo appuntamento e che alimenta la finanza comunale in un momento cruciale per chiudere l’esercizio, sostenere la spesa corrente e gestire i margini di bilancio.

Gettito annuo: 19,4 miliardi e 26,1 milioni di proprietari
La dimensione strutturale dell’imposta emerge dai dati storici richiamati: secondo i numeri dell’Agenzia delle Entrate (2020) citati in un report della UIL, il gettito complessivo annuo dell’IMU è pari a 19,4 miliardi di euro, a carico di oltre 26,1 milioni di proprietari chiamati a versare l’imposta. Un dato che colloca l’IMU tra i pilastri del prelievo immobiliare e tra le fonti più rilevanti di entrata per i Comuni. Sempre secondo la UIL, il 41% dei contribuenti IMU è composto da lavoratori dipendenti e pensionati, segnale di una base imponibile diffusa e non concentrata solo su categorie ad alta capacità patrimoniale.

“Lotteria fiscale”: il problema delle differenze territoriali
Il nodo, tuttavia, è la forte variabilità territoriale. La UIL definisce l’IMU una “lotteria fiscale iniqua”, perché il prelievo varia sensibilmente da Comune a Comune e tra categorie catastali anche a parità di condizioni economiche. La richiesta sindacale è di rivedere i valori imponibili per renderli più aderenti al mercato, con verifiche periodiche e criteri omogenei sul territorio nazionale, mantenendo però la revisione “a gettito complessivo invariato”: aggiornare le basi imponibili e, al tempo stesso, ridurre l’aliquota di riferimento per correggere le distorsioni senza aumentare il carico complessivo.

Progressività e incentivi: chi paga di più e chi dovrebbe pagare meno
Nella proposta UIL entra anche una linea di maggiore progressività: chi possiede patrimoni immobiliari di alto valore, case di lusso o immobili lasciati vuoti dovrebbe contribuire di più; al contrario, chi ha redditi medio-bassi, famiglie numerose o chi affitta a canone concordato dovrebbe poter contare su sconti automatici e tutele certe. È una linea che, in chiave economica, mira a ridurre l’asimmetria tra capacità contributiva e imposizione effettiva, spostando parte del peso su basi imponibili considerate più “elastiche” e meno legate al reddito disponibile.

La geografia dei rincari: Roma la più cara, Palermo tra le più leggere
La dispersione territoriale si vede anche nei confronti tra grandi città. Roma risulta la più onerosa: costo medio IMU sulla seconda casa 3.499 euro, di cui 1.749 euro a saldo. Seguono Milano e Venezia, con saldo rispettivamente di 1.479 e 1.168 euro. Sul fronte opposto, tra le più “leggere” figurano Palermo con 195 euro di saldo, e Pesaro e Cosenza, entrambe a 197 euro. La media nazionale della rata IMU è pari a 977 euro, di cui 488 euro a saldo: un valore che, però, nasconde differenze molto marcate tra centri urbani e tra tipologie di immobili.

Acconto e conguaglio: il dettaglio che cambia l’importo
Un aspetto operativo pesa sui conti dei contribuenti: l’acconto di giugno è stato pagato sulle aliquote dell’anno precedente, mentre il saldo di dicembre viene calcolato sull’aliquota aggiornata dell’anno in corso, con eventuale conguaglio. In pratica, il secondo pagamento può incorporare correzioni rispetto alla prima rata, aumentando o riducendo l’esborso finale in base alle delibere comunali.

La novità 2025: meno libertà sulle aliquote comunali
Sul fronte regolatorio, viene segnalata una novità di rilievo richiamata da Confedilizia: i Comuni non possono più diversificare liberamente le aliquote IMU, ma devono sceglierle approvando il prospetto delle aliquote disponibile sul portale del federalismo fiscale. L’obiettivo è ridurre l’arbitrarietà e aumentare la trasparenza, introducendo un perimetro più uniforme per le scelte locali.

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