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Manovra, prudenza e taglio Irpef: la scommessa di Giorgetti per crescita e ceto medio

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Manovra, prudenza e taglio Irpef: la scommessa di Giorgetti per crescita e ceto medio

Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di programmazione di finanza pubblica (Dpfp) che fissa i binari della manovra per il 2025. Il quadro è improntato a prudenza: crescita attesa allo 0,5%, deficit/Pil in discesa verso il 3% entro l’anno, conferma del taglio dell’Irpef per il ceto medio.

Manovra, prudenza e taglio Irpef: la scommessa di Giorgetti per crescita e ceto medio

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha definito la strategia “realistica e sostenibile”, sottolineando che “la priorità è la tutela dei redditi da lavoro e la ricomposizione del prelievo fiscale a vantaggio delle famiglie”.

Le cifre: meno spazio di bilancio, più attenzione a sostenibilità


Il documento mette in evidenza un margine di manovra limitato: l’aumento dei tassi e la crescita modesta hanno ridotto la flessibilità di spesa. L’obiettivo dichiarato è ridurre gradualmente il debito pubblico, oggi al 137% del Pil, e contenere la spesa corrente non produttiva.

Il taglio Irpef punta a consolidare la riduzione già avviata sui redditi medio-bassi, con un alleggerimento stimato intorno ai 6-7 miliardi, da coprire con revisione di detrazioni e un’ulteriore stretta sulle agevolazioni meno efficienti. La misura, ha spiegato Giorgetti, “non è un bonus, ma un passo nella direzione di un fisco più semplice e amico del lavoro”.

Industriali scettici: “Serve uno shock per far muovere l’Italia”

Le associazioni d’impresa hanno accolto con freddezza il piano. Confindustria lo definisce “una cornice di stabilità, ma senza acceleratori della crescita”. Per il presidente Carlo Bonomi, “non basta redistribuire il carico fiscale: occorre mobilitare investimenti privati e pubblici, soprattutto in innovazione e infrastrutture, altrimenti il Paese resterà inchiodato a un Pil sotto l’1%”.

Anche l’Ufficio parlamentare di bilancio segnala che la previsione di crescita +0,5% è “plausibile ma fragile”, esposta ai rischi di un rallentamento globale e di nuovi shock geopolitici.

Mercati in attesa, spread stabile ma sensibile

L’annuncio non ha provocato scosse sui mercati: lo spread Btp-Bund è rimasto intorno ai 150 punti base, ma gli analisti avvertono che la tenuta dipenderà dalla credibilità del percorso di riduzione del deficit.

“L’Italia – osserva un report di JP Morgan – si muove entro i limiti della riforma del Patto di stabilità: la sfida sarà trasformare la prudenza di bilancio in fiducia per gli investitori”.

Taglio Irpef come messaggio politico al ceto medio

Dal punto di vista politico, il taglio Irpef è il tassello simbolico della manovra. Il governo lo presenta come segnale di attenzione ai lavoratori dipendenti e alle famiglie, tradizionale zoccolo elettorale della maggioranza.

Per le opposizioni, invece, si tratta di “un intervento modesto e non strutturale”. Il Pd parla di “occasione mancata per un grande piano contro la povertà e per i giovani”, mentre il M5S accusa l’esecutivo di “tagliare un po’ le tasse ma senza incidere su salari stagnanti e caro-vita”.

Cantiere aperto sulle riforme

La manovra dovrà ora affrontare il passaggio parlamentare e il confronto con Bruxelles. Sullo sfondo resta il tema delle riforme strutturali – giustizia, pubblica amministrazione, concorrenza – che secondo molti economisti saranno decisive per aumentare il potenziale di crescita.

Il governo punta a presentare il taglio Irpef come segnale di continuità, dopo gli interventi di quest’anno che hanno ridotto il prelievo sul primo scaglione e accorpato aliquote. Resta però da sciogliere il nodo della copertura, in un contesto di margini stretti e spesa sociale in aumento per pensioni e sanità.

Un equilibrio fragile tra rigore e stimolo

Il documento conferma una linea di rigore temperato: nessuna manovra espansiva, ma un tentativo di redistribuire il carico fiscale per stimolare consumi e lavoro. Il rischio, avvertono gli osservatori, è che l’eccesso di prudenza trasformi il consolidamento in stagnazione.

Per ora l’esecutivo rivendica di avere “tracciato un sentiero sostenibile che difende famiglie e imprese senza mettere a rischio la stabilità finanziaria”. La prova dei fatti arriverà nei prossimi mesi, quando le misure entreranno a regime e si misureranno con l’andamento reale dell’economia.

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