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Rimbalzo asiatico in avvio, yen su e materie prime stabili

- di: Matteo Borrelli
 
Rimbalzo asiatico in avvio, yen su e materie prime stabili
Rimbalzo asiatico in avvio, yen su e materie prime stabili
I mercati asiatici reggono alle incertezze politiche, euro forte, petrolio giù, oro in rialzo. Ecco lo scenario completo prima dell’apertura in Europa.

Mentre in Europa i mercati si preparano a una giornata all’insegna della cautela, le piazze asiatiche, questa mattina alle 7 ora italiana, mostrano un andamento misto ma complessivamente positivo. A Tokyo, l’indice Nikkei ha aperto in calo dello 0,3%, attestandosi attorno ai 39.694 punti, risentendo ancora dell’incertezza politica legata al futuro del premier Fumio Kishida, con alcune voci (poi smentite) su un possibile avvicendamento a favore di Shigeru Ishiba.

A Hong Kong, l’indice Hang Seng è salito dello 0,25%, sostenuto dal clima positivo in arrivo da Wall Street e da alcuni segnali di stabilità nelle trattative commerciali internazionali. Bene anche Shanghai, dove il listino principale ha guadagnato lo 0,7% circa, grazie a un sentiment più costruttivo da parte degli investitori, mentre a Mumbai la Borsa ha registrato un rialzo dello 0,19%, portando il Sensex a quota 82.358 punti.

In flessione invece il Kospi di Seul, che ha perso l’1,4% penalizzato dai timori legati al ritorno di dazi selettivi tra Stati Uniti e Cina, tema su cui l’amministrazione Trump ha mantenuto un approccio ambiguo. Piatti i listini australiani, con l’indice ASX 200 sostanzialmente invariato, in attesa della stagione delle trimestrali e delle decisioni sul tasso di riferimento della Reserve Bank.

Valute, yen in recupero ed euro ai massimi

Sul fronte valutario, si segnala un netto rafforzamento dello yen giapponese, salito di oltre l’1% rispetto al dollaro americano, con il cambio sceso attorno a quota 147,5. La risalita è dovuta anche alla percezione di una possibile svolta fiscale in Giappone in caso di un cambiamento di leadership. L’euro si mantiene forte e stabile, scambiato a 1,1689 dollari, con un guadagno del 13% da inizio anno, vicino ai massimi degli ultimi quattro anni. Il dollaro, in questo contesto, si indebolisce, con il Dollar Index in discesa verso quota 97,905.

Materie prime: petrolio giù, oro in crescita

Sul fronte delle materie prime, il petrolio registra un lieve arretramento. Il Brent è sceso sotto i 69 dollari al barile (68,97 dollari), con un calo dello 0,35%, mentre il WTI americano è scambiato a 66,99 dollari, in ribasso dello 0,31%. A influire è l’attesa per nuove misure commerciali e l’incertezza sulla domanda globale.

Il gas naturale resta stabile intorno ai 3,31 dollari per milione di BTU, con una lieve flessione dello 0,4%. L’oro, invece, continua la sua fase rialzista: il metallo giallo ha guadagnato lo 0,6%, portandosi a 3.368 dollari l’oncia, con i futures in area 3.376. Il rallentamento del dollaro e l’assenza di segnali rassicuranti sul fronte dei dazi fanno da propellente per la domanda di beni rifugio.

Apertura in Europa: futures moderatamente positivi

I contratti futures sulle principali piazze europee indicano un avvio di seduta in lieve rialzo. Il future sull’Euro Stoxx 50 segna un +0,1%, quello sul DAX tedesco un +0,2%, mentre per il FTSE MIB di Milano si prevede un progresso attorno allo 0,15%. Il sentiment globale resta impostato al rialzo grazie all’andamento positivo delle borse americane nella seduta precedente e all’attenuarsi momentaneo delle tensioni politiche in Asia.

Le dichiarazioni degli analisti

“Il calo di consenso interno attorno alla figura di Ishiba lascia intravedere uno scenario di maggiore spesa pubblica, il che tende a indebolire il debito giapponese e, in prospettiva, ad accrescere la volatilità sullo yen”, ha osservato Kristina Clifton, economista del Commonwealth Bank of Australia.

“La fase di incertezza sui dazi in scadenza il primo agosto sta rafforzando l’appeal dell’oro: se il dollaro continuerà a indebolirsi, non è escluso un test dei 3.400 dollari”, ha sottolineato Tim Waterer, analista senior di KCM Trade.

“Attendiamo con fiducia un’intesa ragionevole con l’Unione europea e i partner strategici, senza tornare alla guerra commerciale degli anni passati”, ha dichiarato il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, a margine di un forum a Washington lunedì 21 luglio.

Le incognite della giornata

Il mercato resta in attesa di sviluppi su più fronti. In Giappone si guarda con attenzione al dibattito interno al Partito Liberal Democratico e alle ricadute sul piano fiscale. Sul piano internazionale, pesa l’attesa per una possibile nuova stagione di dazi selettivi innescata dalla Casa Bianca, con scadenze chiave già fissate per il primo agosto.

Altro fronte caldo sono i conti trimestrali delle big tech americane, che verranno diffusi a partire da oggi. In molti vedono in questi dati un possibile catalizzatore per l’andamento globale dei mercati.

Uno sguardo d’insieme

In un contesto globale ancora attraversato da tensioni geopolitiche, spinte protezionistiche e transizioni politiche non banali (in primis in Giappone e negli Stati Uniti), i mercati asiatici stanno mostrando una certa resilienza. Il rafforzamento dello yen, il buon andamento dell’euro e il ritorno dell’oro come bene rifugio segnalano tuttavia che gli investitori stanno mantenendo un profilo prudente.

L’apertura europea si annuncia moderatamente positiva, ma il quadro resta fragile. Ogni dichiarazione – da Tokyo a Washington – può innescare oscillazioni significative. E in un’estate carica di tensioni, la parola d’ordine resta una sola: vigilanza.

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