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Trump attacca Powell e chiede un taglio tassi per salvare i mutui

- di: Bruno Legni
 
Trump attacca Powell e chiede un taglio tassi per salvare i mutui
Con sarcasmo e accuse in prima fila, Trump punta il dito su Powell e la Fed: “Nessuna inflazione, serve una riduzione drastica dei tassi”.

Trump contro Powell (foto): la guerra dei tassi e dei mutui

Dal salotto (o meglio, il palco) di Truth Social, il presidente Donald Trump si è scagliato contro il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell – ribattezzato “Too Late” con sarcasmo pungente. “Qualcuno potrebbe informare Powell che sta danneggiando il settore immobiliare, e in modo grave?” ha scritto Trump, sottolineando che “la gente non riesce ad ottenere un mutuo” e affermando che “non c’è inflazione” mentre “ogni segno indica un taglio significativo dei tassi”.

Con questa presa di posizione, Trump torna al centro della scena, chiedendo un abbassamento dei tassi che, secondo lui, farebbe decollare il mercato delle case: “Let people buy, and refinance, their homes!”.

L’analisi: taglio tassi utile (o no)?

Gli esperti avvertono che un semplice taglio dei tassi da parte della Fed potrebbe non bastare. Le rate sui mutui, infatti, sono legate ai rendimenti dei Treasury americani a 10 anni, non direttamente ai tassi di riferimento. Basti pensare alla reazione in Europa: nonostante otto tagli da parte della Banca Centrale Europea dal giugno 2024, i rendimenti a lungo termine sono aumentati in Germania, Francia e Regno Unito. In sostanza, abbassare i tassi a breve potrebbe non far diminuire quelli a lungo termine, essenziali per i mutui.

Inoltre, il settore immobiliare soffre anche per una carenza strutturale di offerta. Il prezzo medio di una casa esistente ha toccato i 435.300 $ a giugno 2025: non basta ridurre i tassi, serve anche aumentare l’offerta abitativa e intervenire sulle politiche urbanistiche.

Politica e Fed: qual è il rischio?

L’offensiva di Trump non si limita ai tassi. Dietro le quinte, la Casa Bianca ha avviato un’indagine sui costi sopravvenuti nella ristrutturazione degli uffici della Federal Reserve – un progetto passato da un budget di 1,9 mld $ a ben 2,5 mld $. Il sospetto: usare la spesa come pretesto per rimproverare o addirittura cercare di rimuovere Powell prima della scadenza del mandato.

Ma per gli esperti, questa strategia è pericolosa: minare l’indipendenza della banca centrale esporrebbe i mercati a instabilità, aumentando l’inflazione e riducendo la credibilità della Fed.

Il bilancio fra toni e istituzioni

Alcuni editorialisti americani cercano di smontare le accuse di Trump come incoerenti e prive di fondamento logico. Non è vero, per esempio, che i tassi non sono mai stati tagliati: anzi, la Fed li ha ridotti di un punto percentuale da settembre a dicembre 2024, mantenendoli poi costanti nel 2025. Inoltre, il ruolo di Powell è quello di equilibrare inflazione e crescita, e i timori sui prezzi legati ai dazi imposti da Trump non sono infondati.

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