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Autostrade per l'Italia, l'ad Tomasi: "Vogliamo sederci subito al tavolo col Governo"

 
Autostrade per l'Italia, l'ad Tomasi: 'Vogliamo sederci subito al tavolo col Governo'
Autostrade per l'Italia non vuole la rottura con il Governo ma adesso ha fretta di risolvere il caso sulle concessioni autostradali. Le parole dell'amministratore delegato Roberto Tomasi sono chiare e spingono per un incontro a breve con l'esecutivo in modo da risolvere la questione in pochi giorni.

L'ad ha parlato in un'intervista rilasciata al Messaggero dicendo di essere "pronto a sedersi anche subito al tavolo delle trattative con il Governo: se ci sarà la volontà politica, sarà possibile trovare l'intesa definitiva sulle concessioni anche in una settimana. Chiusura entro il 30 giugno? Forse ma non vogliamo che una data precisa diventi poi un ostacolo al confronto con l'esecutivo. In ogni caso non rinunceremo a considerare fermi i diritti previsti dalla convenzione nei confronti di Autostrade per l'Italia".

Solo ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha definito "inaccettabile" la proposta arrivata sul suo tavolo, cosa che potrebbe costringere il Governo a "una soluzione obbligata in mancanza di alternative. Dobbiamo dare una risposta chiara". Tomasi però risponde con forza: "Non siamo più la società del crollo del Ponte Morandi, in questi mesi abbiamo rivisto completamente i processi dell'intero gruppo dando innumerevoli segnali di cambiamento dal punto di vista dei controlli e stanziando 700 milioni di euro per ricostruire il ponte di Genova".

L'amministratore delegato Tomasi chiarisce che con l'ultima proposta "sono stati arrotondati i 2,9 miliardi di euro, con la previsione di nuove risorse per le società incaricate di lavori di manutenzione. In un contesto economico come quello attuale, Autostrade per l'Italia riuscirebbe ad avviare immediatamente investimenti per più di 7 miliardi di euro dei 14,5 previsti entro il 2038. Non posso credere che far partire cantieri e nuove opere con questi fondi non sia uno dei veri interessi del paese. Non vogliamo privilegi ma non accetteremo condizioni che andranno a limitare la nostra attività: Aspi non abdicherà ai diritti della società".
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