Unicredit: proxy advisor Iss sconsiglia gli azionisti di approvare il maxi-aumento per Orcel

- di: Redazione
 
Il lento percorso che dovrebbe concludersi con il riconoscimento per l'amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, di un nuovo e nettamente migliore trattamento economico, grazie alle ridefinizione dei meccanismi che lo determinano, potrebbe avere trovato un ostacolo, forse nemmeno tanto inatteso.
A schierarsi sostanzialmente contro l'aumento (che, a regime, dovrebbe essere del 30 per cento, sfiorando i dieci milioni di euro: niente male...) e il nuovo meccanismo di sconto sul prezzo di conversione dei premi in azioni è l'Istitutional Shareholder Services che ha consigliato agli investitori istituzionali di votare no alla proposta del CdA, che sarà presentata in occasione dell'assemblea convocata per il 31 marzo e alla quale - utilizzando il gancio concesso dall'emendamento del governo - non sarà consentita la presenza degli azionisti.

Unicredit: proxy advisor Iss sconsiglia gli azionisti di approvare il maxi-aumento per Orcel

L'Iss è uno dei tre più importanti proxy advisor, oramai protagonisti a pieno titolo del mondo della finanza.
Prendendo la definizione usata dal Sole24 Ore, i proxy advisor sono considerati ''la voce silenziosa, ma sempre più pervasiva, del mercato, 'suggeritori terzi capaci di influenzare, nel bene o nel male, gli esiti delle proposte di voto avanzate dalle principali società quotate e portate in assemblea''. Oppure, secondo un'altra definizione, ''poiché gli investitori istituzionali e i gestori attivi detengono generalmente nei propri portafogli un gran numero di partecipazioni in società, i proxy advisors svolgono un ruolo fondamentale nel fornire utili raccomandazioni di voto, soprattutto in caso di partecipazioni transfrontaliere''.
Quindi, una voce cui spesso si dà ascolto in casi come può essere appunto quello della questione dell'aumento delle competenze di Orcel, in cui la perplessità già espressa da qualcuno è sul fatto che il CdA presenti la proposta come la soluzione migliore, come se fosse ''non trattabile''. Ma le perplessità di Iss sono tante e rischiano di mettersi per traverso sul buon esito della ''operazione''.

Le argomentazioni dell'Istitutional Shareholder Services affondano già nelle retribuzione riconosciuta ad Orcel nel 2002 che ''sembra competitiva rispetto ai concorrenti'' , mentre la proposta di aumentare del 30% la retribuzione appare ''al di sopra del primo quartile e del 55% al di sopra della mediana''. Stesso discorso per il meccanismo di sconto sulle azioni, inoltre, la retribuzione massima complessiva 'sarebbe appena inferiore al primo quartile e 1,65 volte la mediana''.
Se c'è decisamente luce rossa per la questione del nuovo stipendio e dei nuovi ammennicoli per Orcel, da parte del proxy advisor nessuna eccezione per gli altri punti dell'ordine del giorni, bilancio e destinazione degli utili 2022 compresi.
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