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Pensioni, l’anticipo si allontana: nel 2035 serviranno oltre 44 anni di lavoro

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Pensioni, l’anticipo si allontana: nel 2035 serviranno oltre 44 anni di lavoro
La pensione anticipata diventa sempre più distante nel tempo. Con la stretta introdotta dall’emendamento del Governo alla legge di Bilancio, l’accesso all’uscita dal lavoro prima dell’età di vecchiaia viene ulteriormente posticipato. I nuovi meccanismi incidono in modo diretto sulle carriere più lunghe, allungando i tempi necessari per maturare il diritto al pensionamento anticipato.

Pensioni, l’anticipo si allontana: nel 2035 serviranno oltre 44 anni di lavoro

Secondo le simulazioni, un uomo che ha iniziato a lavorare nel 1991 potrà andare in pensione anticipata non prima del 2035, dopo 44 anni e due mesi di attività lavorativa. A determinare lo slittamento concorre l’innalzamento complessivo dei requisiti: nel 2035 saranno necessari 43 anni e 8 mesi di contributi, a cui si sommeranno sei mesi di finestra mobile, rispetto ai tre mesi attualmente previsti.

Le differenze per le lavoratrici

La stretta riguarda anche le donne. Le lavoratrici, in base alle nuove regole, dovranno attendere 43 anni e due mesi di contribuzione per accedere alla pensione anticipata. Anche in questo caso, l’allungamento dei tempi riflette l’effetto combinato dell’aumento dei requisiti contributivi e dell’estensione della finestra mobile.

Il peso della finestra mobile

La finestra mobile, cioè il periodo che intercorre tra la maturazione dei requisiti e l’effettiva erogazione della pensione, diventa uno degli elementi chiave del nuovo assetto. Il passaggio da tre a sei mesi di attesa contribuisce a posticipare ulteriormente l’uscita dal mercato del lavoro, rendendo più rigido l’accesso alla pensione anticipata.

I dati Adepp sugli iscritti

Nel frattempo, l’Adepp, l’associazione che riunisce le Casse previdenziali private dei professionisti, fotografa un sistema in lenta ma costante crescita. Gli iscritti alle Casse sono aumentati dello 0,33%, raggiungendo quota 1.657.776. Un dato che segnala un ampliamento della platea dei professionisti tutelati dalla previdenza privata.

Crescono gli over 60

All’interno di questa platea continua a crescere il peso degli over 60, segnale di un progressivo invecchiamento degli iscritti e di carriere che si allungano anche nel lavoro autonomo e professionale. Un trend che si intreccia con il generale irrigidimento delle regole pensionistiche e con la necessità di garantire la sostenibilità dei sistemi previdenziali.

Entrate e uscite delle Casse

Dal punto di vista finanziario, nel periodo considerato le entrate contributive delle Casse previdenziali private hanno raggiunto 13,9 miliardi di euro, mentre le uscite per le prestazioni si sono attestate a 9,5 miliardi di euro. Numeri che confermano un saldo positivo, ma che si inseriscono in un contesto di crescente attenzione all’equilibrio di lungo periodo.

Un sistema sotto pressione

L’allungamento dei requisiti per la pensione anticipata e l’aumento dell’età media degli iscritti delineano un quadro in cui il lavoro tende a prolungarsi sempre di più. La combinazione tra vincoli normativi più stringenti e dinamiche demografiche rende l’uscita anticipata un obiettivo sempre più difficile da raggiungere, spostando in avanti, di fatto, il traguardo della pensione.
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