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Rottamazione quinquies da record: parola del sottosegretario

- di: Bruno Coletta
 
Rottamazione quinquies da record: parola del sottosegretario

Durigon rilancia la sanatoria fiscale in 120 rate senza interessi.
Candida Stefani in Veneto, elogia Meloni e bacchetta Barelli.
Difesa, migranti, campagna elettorale: la Lega a tutto campo. 

Una rottamazione “senza penali” che guarda al consenso

“Porteremo a casa la rottamazione delle cartelle, quella vera, in 120 rate senza interessi e senza penali”. Con queste parole, pronunciate alla XVI edizione di Ponza d’Autore durante un’intervista pubblica condotta da Davide Desario, direttore di AdnKronos, il sottosegretario al Lavoro e vicesegretario della Lega Claudio Durigon rilancia una delle bandiere più identitarie del suo partito: il condono fiscale.

L’obiettivo è ambizioso: resettare milioni di cartelle esattoriali “per dare respiro a cittadini e imprese che vogliono tornare a investire”, ha spiegato DurigoLa proposta prevede pagamenti diluiti in dieci anni, “con possibilità di chiedere ulteriore dilazione fino a otto rate saltate”.

Non è la prima volta che si annuncia una sanatoria. Dal 2016 a oggi l’Italia ha vissuto quattro rottamazioni. Ma con la nuova “quinquies”, il governo promette una versione più ampia e più clemente.

Zaia chi? Il dopo è già adesso, parola di Durigon

L’altro annuncio forte riguarda il Veneto. “Abbiamo un nome importante: Erika Stefani. Può raccogliere l’eredità di Zaia con forza e competenza”, ha dichiarato Durigon, lanciando di fatto la corsa al post-governatore. La ministra per le Disabilità, già punto di riferimento dell’ala salviniana, è considerata tra le figure più affidabili e spendibili in una regione strategica.

La mossa arriva mentre le tensioni interne alla Lega restano alte. Ma per Durigon la direzione è tracciata: “Possiamo continuare sulla linea di un grande presidente”.

Sud, mea culpa e nuova ambizione

Durigon guarda anche al Sud, rivendicando il lavoro svolto: “Abbiamo costruito una classe dirigente vera. In Campania possiamo vincere”. Poi una nota personale: “Io una volta ho votato Fico presidente della Camera, un errore. Ai campani dico: non fate lo stesso sbaglio”.

Una frase che unisce autoironia e strategia elettorale, segnando il distacco da ciò che resta del Movimento 5 Stelle, ma anche l’ambizione di portare la Lega dove storicamente ha sempre fatto fatica a radicarsi.

Meloni promossa: “Due anni straordinari”

Quanto all’alleato di governo, nessuna ambiguità. “Giorgia Meloni ha fatto due anni fantastici”, ribadisce Durigon, “oggi l’Italia ha ritrovato credibilità nel mondo. Ora dobbiamo accelerare e mettere in campo misure vere per i cittadini”.

Il giudizio positivo arriva in un momento chiave. Il sostegno del leghista alla premier è pieno, ma non incondizionato: serve concretezza.

Difesa: “Basta diktat, servono contropartite”

Sulle spese militari, il sottosegretario è netto. “Se l’Europa ci chiede 800 miliardi per il riarmo, deve darci la possibilità di rivedere il patto di bilancio. Altrimenti non siamo credibili”.

Durigon punta il dito contro quello che considera un riequilibrio nascosto: “Il riarmo serve a coprire i disastri di alcuni Paesi, come la Germania sull’auto elettrica”.

Un messaggio chiaro: la Lega è pronta a investire nella Difesa, ma senza sacrificare il welfare o l’equilibrio sociale interno.

Immigrazione pragmatica: 500mila lavoratori stranieri

La vera sorpresa arriva quando si parla di migranti. “Abbiamo messo a disposizione 500mila posti di lavoro per gli stranieri. Non siamo razzisti: vogliamo un’immigrazione legata al lavoro, che risponda alle esigenze del sistema produttivo”, ha affermato Durigon.

Un cambio di tono rispetto ai tempi dei “porti chiusi”, ma coerente con la linea annunciata da Salvini lo scorso 6 giugno.

Sulla giustizia, invece, il clima resta acceso. “Il ricorso in Cassazione contro Salvini nel caso Open Arms è surreale. Due tribunali lo hanno già assolto. Era solo una politica giusta”.

Ius scholae, strappo con Forza Italia

Durigon non risparmia nemmeno Forza Italia, e in particolare Paolo Barelli, che nei giorni scorsi si è detto favorevole allo ius scholae. “Io non sono colto come lui, ma certe uscite sono infelici”, commenta sarcastico il leghista. “Siamo un governo di centrodestra: dobbiamo restare compatti”.

Il botta e risposta evidenzia quanto il tema della cittadinanza resti una spina nel fianco per la maggioranza. Se Forza Italia e parte di FdI spingono per un’apertura, la Lega mantiene la linea dura. E Durigon è lì a ricordarlo.

Un’agenda carica, tra sanatorie e consensi

L’intervento a Ponza è stato tutto tranne che banale. Il sottosegretario leghista ha usato il palco non solo per annunciare provvedimenti, ma per definire una linea politica che unisce vecchi strumenti (condono e regionalismo) con aperture tattiche su difesa, lavoro e migranti.

“Rottamazione quinquies” è lo slogan del momento. Ma sotto c’è un’agenda elettorale fittissima: regionali, europee, comunali. Il messaggio agli elettori è uno: “Siamo qui, abbiamo fatto i nostri errori, ma adesso vogliamo portarvi risultati concreti”.

Con una certezza: la battaglia delle cartelle non è ancora finita.

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