Paolo Savona: rumors insistenti sulle dimissioni da Presidente Consob

- di: Giuseppe Castellini
 
Paolo Savona potrebbe lasciare la Consob, la Commissione per le Società e le Borse, che guida dal 2019 dopo essere stato ministro per le Politiche europee nel Governo Conte I.
Il casus belli potrebbe essere il ‘no’ del Governo Draghi all’equiparazione dei contratti di lavoro applicati in Consob a quelli applicati ai dipendenti della Banca d’Italia. Secondo le indiscrezioni, il Presidente Savona ne avrebbe fatto una ‘conditio sine qua non’ della sua permanenza al vertice della Consob.

Rumors e indiscrezioni rilanciati oggi ma che potrebbero anche celare il fastidio del premier Draghi per la presenza di Savona, il più importante economista monetario italiano, con un curriculum di altissimo profilo come pochi (Banca d’Italia, tre volte ministro, legatissimo a Guido Carli e Ugola Malfa, Direttore generale di Confindustria, a capo di grandi Società come Impregilo, Accademico di gran valore, e molte altre cose ancora), ma critico su alcuni aspetti dell’Unione europea che alcuni hanno dipinto, a torto, come una posizione contraria all’Unione, quando invece si trattava e si tratta di critiche per rilanciare l’Unione e le sue politiche - a cominciare dal far diventare la Bce una vera Banca centrale, l’Unione una vera Unione modificandone l’architettura istituzionale, le politiche di bilancio più equilibrate e più centrate sulla crescita economica di tutta l’Unione - Ma, con queste manifestazioni di libero pensiero (e pensiero acuto) Savona si è fatto non pochi nemici e non è valso che, da Presidente della Consob, si sia attenuto scrupolosamente ai compiti istituzìonali della sua carica.

Al suo posto, sempre secondo i rumors, il nome più accreditato è quello di Carmine Di Noia, uno dei cinque componenti del collegio che governa la Consob, allievo di Tommaso Padoa Schioppa, che la rivista “Politico” dà primo in graduatoria per la corsa alla presidenza dell’Esma, l’European securities and market Authority, la Consob europea. Di Noia compete per la presidenza dell’Esma con l’economista tedesca Verena Ross, già da dieci anni direttrice dell’Istituto.
Ma si fanno anche i nomi di Magda Bianco, alta funzionaria della Banca d’Italia, che è stata consigliera economica del Presidente della Repubblica e alla guida del Dipartimento ‘Tutela della clientela’, e di Tiziana Togna, Direttore generale della Consob, nominata dallo stesso Savona.

Con Savona, se le dimissioni di concretizzeranno davvero, la Consob perderebbe un Presidente di grande prestigio, come dimostra anche nel suo ultimo Discorso al mercato finanziario, centrato su tre punti chiave:
1) Ripensare all’architettura istituzionale tenendo conto dei mutamenti del quadro di riferimento delle politiche monetarie, delle condizioni finanziarie e delle innovazioni tecnologiche disponibili;
2) L’obiettivo finale: rafforzare il capitale di rischio delle imprese esportatrici, soprattutto medie e piccole, e proteggere tutte le forme di risparmio indirizzandole al sostegno dell’attività reale;
3) Azioni da condurre nell’immediato.
(una parte dell’intervento del Presidente Savona è stato pubblicato sul numero gennaio-febbraio di Italia Informa).

In particolare, nelle conclusioni del suo Discorso il Presidente Savona afferma: “L’analisi delle condizioni generali in cui l’Italia opera e dei suoi specifici punti di forza inducono a concludere che sarebbe utile, anzi doveroso, costituire una Consulta pubblica, composta da studiosi e operatori dotati di conoscenze teoriche e professionali elevate, a cui affidare il compito di definire entro l’anno un documento operativo per dare vita a una nuova architettura istituzionale, meglio capace di proteggere il risparmio e incanalarlo verso l’attività produttiva, cominciando dalle esportazioni. Con l’occasione si dovrebbe incorporare nella proposta l’obiettivo di raggiungere la frontiera più avanzata della tecnologia, tenendo conto degli equilibri geopolitici che si vanno formando”.
E ancora: “Nel 1998, prima ancora che le vicende descritte si avverassero e la discontinuità tecnologica emergesse prepoten-temente, Carlo Azeglio Ciampi aveva affermato: ‘vi è da chiedersi se la sempre più stretta integrazione tra i tre comparti della finanza (attività di credito, d’investimenti e assicurativa), sotto il profilo sia dei soggetti e dei prodotti, sia delle strategie d’impresa, non renda necessario riassumere in un Testo Unico tutta la disciplina della intermediazione creditizia, finanziaria e assicurativa. In breve, un Testo che realizzi l’esigenza di una regolazione unitaria delle legislazioni bancaria, finanziaria e assicurativa, sotto il profilo dei soggetti e dei prodotti, che necessitano, ormai, di una disciplina coordinata e integrata”.

“Ripropongo”
- concludeva Savona - “questa autorevole riflessione all’attenzione della politica e del mercato, invitandoli a sostenerla tenendo conto del quadro istituzionale europeo, al quale estendere istanze analoghe a quelle qui avanzate, e dei tempi difficili che viviamo a livello globale e tecnologico”.
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