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Simest spinge il made in Italy in America Latina

- di: Matteo Borrelli
 
Simest spinge il made in Italy in America Latina

Da San Paolo parte la nuova sfida per le imprese italiane tra credito, innovazione e radicamento nei mercati locali.

(Foto: Diego Scannapieco, Amministratore Delegato di Cassa depositi e prestiti).

Simest ha aperto a San Paolo un presidio che vuole diventare il punto di riferimento per le aziende italiane che guardano con decisione all’America Latina. La capitale economica del Brasile diventa così il centro operativo da cui favorire non solo l’accesso a nuovi mercati, ma anche la costruzione di partnership solide e progetti di lungo periodo.

Un hub strategico per il made in Italy

Il nuovo ufficio si inserisce nel quadro del Piano per l’Export promosso dal ministero degli Esteri. Obiettivo: aiutare le imprese italiane a rafforzare la propria presenza nei mercati chiave della regione, dal Brasile al Messico, passando per il Cile. Come spiega Sara Colombo, ingegnere gestionale e oggi Relationship Manager Brasile e America Latina, “la presenza diretta in America Latina permette di rendere più accessibili strumenti finanziari mirati e di stimolare investimenti strutturati, sostenendo filiere di eccellenza e crescita sostenibile”.

Gli strumenti finanziari a disposizione

Il ventaglio delle opportunità è ampio: finanziamenti agevolati, partecipazioni in equity, credito all’esportazione e contributi specifici. Tra questi spicca la misura “Competitività delle imprese e delle filiere italiane in America centrale o meridionale”, con un plafond complessivo di 200 milioni di euro. Lo strumento consente alle Pmi di ottenere risorse per studi di fattibilità, acquisizioni e investimenti produttivi in società locali.

Tra i vantaggi figurano tassi agevolati, una quota a fondo perduto del 10% (che può salire fino al 20% per Pmi, startup innovative o aziende con sede operativa nel Sud Italia), finanziamenti fino a 500mila euro per le micro imprese, 2,5 milioni per Pmi e startup innovative e fino a 5 milioni per le imprese di maggiori dimensioni. A ciò si aggiunge la possibilità di esenzione dalle garanzie e l’estensione dei benefici anche alle aziende non esportatrici ma parte delle filiere produttive internazionali.

Credito fornitore e export di beni durevoli

Accanto a questi strumenti, Simest ha introdotto plafond dedicati al Credito fornitore. Si tratta di contributi all’export fino al 5% per le imprese italiane che vendono beni intermedi e durevoli – come macchinari, impianti e mezzi di trasporto – insieme ai relativi servizi. Una leva pensata per agevolare le commesse complesse, dove la componente tecnologica e la capacità di accompagnamento sono determinanti.

L’approccio raccomandato alle imprese italiane

Per affrontare con successo i mercati latinoamericani, Colombo sottolinea l’importanza di combinare la tradizione del made in Italy con una forte radicazione locale: “Non basta esportare eccellenza, serve consolidare una presenza stabile, investendo in innovazione, formazione e competenze. Solo così si può crescere con una visione di medio-lungo periodo, valutando attentamente opportunità e rischi”.

La strategia è chiara: rafforzare le imprese italiane in un’area a grande potenziale, aiutandole a svilupparsi con strumenti di finanza agevolata e un supporto operativo costante. In un momento in cui la competizione globale si gioca sulla capacità di penetrare i mercati emergenti, il presidio di San Paolo rappresenta per Simest una scelta cruciale per garantire al tessuto produttivo italiano nuove occasioni di espansione e consolidamento.

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