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Entro ottobre stop agli autovelox: scatta la corsa al censimento

 
Entro ottobre stop agli autovelox: scatta la corsa al censimento
Autovelox: stop a ottobre senza censimento Mit | scadenze e rischi
Settembre in marcia: il Mit accende la “app della verità”, ma il tempo stringe — e il Codacons lancia l’allarme.

La sfida del censimento: un’accelerazione (troppo?) in salita

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha annunciato che da settembre 2025 sarà attiva sul portale istituzionale una piattaforma digitale: un’applicazione dedicata al censimento degli autovelox. Comuni, Province e Regioni avranno 60 giorni di tempo per trasmettere i dati richiesti: ubicazione, conformità, marca, modello e omologazione di ciascun apparecchio.

L’iniziativa, definita “operazione verità”, è un tassello essenziale del Decreto Infrastrutture (legge n. 105/2025). L’obiettivo dichiarato del Mit — guidato da Matteo Salvini — è chiaro: armonizzare trasparenza e sicurezza, eliminare apparecchi fuori norma o percepiti come strumenti per “fare cassa”.

Ultimatum incombente: niente decreto, niente autovelox

Il decreto attuativo, necessario per rendere operativo il censimento — ovvero il modulo digitale preso in considerazione — doveva essere pubblicato entro il 19 agosto, considerando che la legge è entrata in vigore il 20 luglio 2025.

Se il Mit fallisse questa scadenza, scatterebbe una catena a orologeria: dal 18 ottobre tutti gli autovelox presenti su strade e autostrade italiane potrebbero essere disattivati, indipendentemente dalla loro regolarità.

Codacons: “caos in vista, multe a rischio”

L’associazione dei consumatori Codacons non usa mezzi termini: definisce la situazione “assurda e paradossale” — Codacons — facendo leva sui ritardi burocratici e sulle complicazioni legislative che minacciano la legittimità stessa degli autovelox.

In aggiunta, si ricorda che la Cassazione, nell’aprile 2024, ha stabilito la nullità delle multe rilevate con autovelox approvati ma non omologati. Il panorama è fosco: oggi circa il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili non risultano omologati — e molti risalgono a prima del 2017, anno di svolta normativa.

Impatti tangibili e incombenti

Se davvero scatterà lo spegnimento dal 18 ottobre:

  • si rischia una riduzione drastica dei controlli sull’eccesso di velocità, con potenziali rischi per la sicurezza stradale;
  • i bilanci comunali perderanno parte del gettito potenziale derivante dalle sanzioni (ancorché contestate);
  • aumenteranno i contenziosi, con automobilisti pronti a contestare le sanzioni emesse da apparecchi non conformi.

È una situazione che mette alla prova la capacità di coordinamento tra Stato e autonomie locali. La “app della verità” — per quanto brillante nell’intento — rischia di trasformarsi in un simbolo di inefficienza, se il Mit non rispetterà le scadenze.

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