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Unindustria e il nuovo snodo Lazio: la logistica che muove l’Italia e ridisegna la competitività nazionale

- di: Alberto Venturi
 
Unindustria e il nuovo snodo Lazio: la logistica che muove l’Italia e ridisegna la competitività nazionale

Nel cuore del Paese, dove infrastrutture, filiere industriali e grandi servizi si intrecciano ogni giorno, la logistica non è più un settore tecnico ma una leva strategica. È questo il messaggio che accompagna l’apertura degli Stati generali della logistica del Lazio, in programma a Roma il 26 e 27 novembre, organizzati dalla Regione in collaborazione con Unindustria. Un appuntamento che nasce da un’esigenza condivisa: riconoscere che nel Lazio si concentra uno dei motori reali della competitività nazionale.

Unindustria e il nuovo snodo Lazio: la logistica che muove l’Italia e ridisegna la competitività nazionale

“Avere una buona logistica nel Lazio è cruciale per l’intera economia nazionale”, osserva Sabrina De Filippis, presidente della sezione trasporto e logistica di Unindustria e amministratore delegato di Fs Logistix (nella foto). Le sue parole arrivano mentre il territorio vive una stagione di rinnovato dinamismo, grazie alla sua posizione baricentrica e a un mosaico di attività che abbraccia manifattura, distribuzione, porti, aeroporti, e-commerce e grandi servizi urbani.

Un territorio in fermento
De Filippis descrive un Lazio che sta accelerando: “Il Lazio, in questo momento, è in pieno fermento rispetto allo sviluppo della logistica grazie alla sua centralità geografica e a tutta una serie di azioni concrete che si stanno attivando. Lo conferma la recentissima creazione della Zona logistica semplificata del Lazio, fortemente voluta dall’amministrazione regionale, che è un vantaggio per le imprese”.

Il quadro che emerge è quello di una regione che ha scelto di unire le forze su nodi chiave e di impostare una governance più coesa. Un passo essenziale in un’area che si trova “al centro di uno spazio strategico unico in Europa, all’incrocio tra il Mediterraneo, i corridoi Ten-T e il mercato metropolitano di Roma”. Proprio per questo, chiarisce la manager, un Lazio efficiente “avrà un riverbero positivo per l’intero sistema logistico ed economico nazionale, in virtù delle connessioni che il territorio già oggi esprime sia con il Mezzogiorno sia con le regioni del Nord”.

Il peso dei numeri
A sostenere questa visione ci sono dati che non lasciano spazio a interpretazioni. Il Lazio è oggi il secondo polo logistico italiano dopo la Lombardia, con cento milioni di tonnellate di merci movimentate. L’aeroporto di Fiumicino ha registrato nel 2024 una crescita del quarantatré per cento nel cargo, mentre il porto di Civitavecchia è diventato un punto di riferimento per i traffici ro-ro agroalimentari.

C’è poi l’interporto di Pomezia-Santa Palomba, piattaforma ferroviaria naturale della Capitale, nodo essenziale per il riequilibrio tra strada e ferro. Una rete di asset che testimonia quanto la regione sia un territorio produttivo, con filiere delicate e ad alto valore aggiunto come la farmaceutica e l’alimentare. “Queste filiere così importanti possono crescere solo se cresce anche la logistica. E migliorando la qualità dei servizi offerti dagli operatori logistici si attraggono nuovi investimenti sul territorio”, sottolinea De Filippis.

La spinta del gruppo Fs
In questa partita, Fs Logistix si prepara a giocare un ruolo attivo. “Parte degli investimenti del nostro piano industriale sono dedicati al Lazio”, spiega l’amministratore delegato. Il progetto più significativo riguarda il terminal ferroviario di Pomezia, da rinnovare e ampliare per rafforzare l’intermodalità e rendere più fluido il passaggio delle merci dalla gomma alla ferrovia.

La visione non si ferma però all’entroterra. Il gruppo punta anche a essere presente a Civitavecchia attraverso la manovra ferroviaria, con l’obiettivo di contribuire al potenziamento del porto su cui si muovono flussi sempre più consistenti.

Confronto e visione comune
A Roma, i cinque tavoli dedicati a pianificazione, intermodalità, innovazione, formazione e ultimo miglio saranno luoghi di confronto sostanziale tra imprese, istituzioni, gestori di infrastrutture, università e operatori. Spazi pensati per far emergere non solo le priorità operative ma una strategia condivisa, in grado di fare della regione un laboratorio avanzato.

“Il Lazio deve ambire a essere un hub nazionale della logistica, perché le infrastrutture ci sono: basta connetterle bene”, afferma De Filippis chiudendo il suo intervento.

Un auspicio che somiglia a una direzione precisa: trasformare la ricchezza del territorio in una rete salda, efficiente, finalmente consapevole del suo ruolo nel futuro economico del Paese.

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