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Il caso di quell’azienda che ha trasformato la gentilezza in strategia industriale

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Il caso di quell’azienda che ha trasformato la gentilezza in strategia industriale

Nella foto, l'AD, Marco Sargenti

Nel panorama delle imprese italiane, dove la competizione si gioca sempre più sulla capacità di attrarre i talenti e non solo sui numeri di bilancio, c’è un’azienda che ha deciso di spiazzare tutti mettendo al centro un valore insolito per la tradizione manifatturiera: la gentilezza. È la storia di Vimi Fasteners, nata a Novellara e cresciuta fino a diventare un gruppo internazionale della meccanica di precisione, che ha scelto di consegnare ai dipendenti un opuscolo dal titolo inequivocabile: “La forza della gentilezza per un’impresa di successo”.

Il caso di quell’azienda che ha trasformato la gentilezza in strategia industriale

Un gesto che può sembrare semplice, ma che svela un impianto culturale radicale: non basta produrre bene, bisogna crescere insieme.

La cultura come motore dell’attrattività
La domanda che oggi ossessiona molte imprese è una sola: come diventare un magnete per i nuovi talenti? La risposta di Vimi passa da una visione ampia, che tiene insieme etica, innovazione e benessere. Le nuove generazioni cercano ambienti che li facciano crescere, luoghi in cui sentirsi parte di un progetto e non solo di un processo produttivo. Un’azienda che riconosce l’importanza del clima interno, del rispetto e della collaborazione, ha un vantaggio concreto su chi considera il lavoro solo un ingranaggio.

In questo senso, l’opuscolo distribuito ai dipendenti non è un atto simbolico, ma un documento identitario. Racconta un’idea di impresa che mette la relazione professionale sullo stesso piano dell’innovazione tecnologica.

Innovazione che attrae, non solo che produce
A rendere Vimi interessante agli occhi dei giovani non è soltanto la cultura interna. C’è una strategia industriale che punta forte su ricerca, sviluppo e sperimentazione. Un contesto in cui ingegneri, tecnici e progettisti possono misurarsi con tecnologie avanzate e progetti complessi. Un’azienda che incoraggia il digital-first e non ostacola la creatività diventa automaticamente più competitiva nel mercato del lavoro.

Innovazione, però, per Vimi non significa solo macchine o software: significa aprire spazi mentali, accettare nuove idee, spingere la cultura aziendale a evolversi insieme al contesto.

Globali ma radicati: il doppio respiro dell’impresa
Ciò che rende l’azienda un caso emblematico è anche il suo doppio respiro: internazionale e locale. Da una parte Vimi dialoga con il mondo, opera in contesti globali, offre esperienze professionali che hanno un orizzonte largo. Dall’altra non rinuncia al legame con il territorio, come dimostrano il Bilancio di sostenibilità presentato nel 2022 e l’impegno verso la comunità locale.

Per chi entra in azienda, questo mix rappresenta un ambiente formativo unico: strutturato ma dinamico, tecnico ma umano, orientato al futuro senza perdere le proprie radici.

Leadership come specchio della cultura
Nell’attrattività aziendale un ruolo centrale lo gioca la leadership. E in Vimi la leadership è oggi il punto di equilibrio tra rigore e ascolto. La storia dell’impresa – dalla fondazione come Viterie Mirabello all’ingresso in Borsa – racconta una continuità rara nel panorama industriale. Una continuità costruita sulla capacità di guidare attraverso valori condivisi, non per imposizione ma per coerenza.

In questo quadro la gentilezza non è un’idea romantica. È una leva strategica: crea un ambiente psicologicamente sicuro, condizione indispensabile per liberare il potenziale delle nuove generazioni, fidelizzare competenze, costruire innovazione.

La gentilezza come vantaggio competitivo
Il caso Vimi Fasteners mostra che il valore più potente non è un brevetto né un nuovo stabilimento: è la cultura. Una cultura che fa della gentilezza una forma di leadership e della leadership un fattore di crescita. L’azienda ha scelto di dirlo chiaramente ai dipendenti, trasformando un principio spesso relegato ai discorsi motivazionali in una politica aziendale strutturata.

E forse proprio qui si trova il punto: l’impresa che vuole durare deve saper cambiare. E per cambiare davvero, la gentilezza può essere più forte di qualunque strategia calcolata.

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