Decreto bollette, prorogate le misure contro i rincari. Confcommercio: "Ripristinare i crediti d'imposta e azzerare gli oneri di sistema"

- di: Daniele Minuti
 

Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto bollette che prevede lo stanziamento di circa 800 milioni di euro per la proroga di alcune misure di contenimento ai costi di energia elettrica e gas. 

Decreto bollette, prorogate le misure contro i rincari

Fra le misure approvate rientra la proroga dell'azzeramento degli oneri di sistema per il settore del gas e l'aliquota Iva ridotta al 5% per il teleriscaldamento e per l'energia prodotta con il gas metano e il prolungamento al 30 settembre del bonus sociale per le famiglie con redditi bassi. Resterà inoltre invariata fino alla fine del 2023 la soglia Isee per l'accesso all'agevolazione da parte delle famiglie numerose (con almeno 4 figli) che il primo aprile scorso era passata da 20.000 a 30.000 euro. Confermata infine per il terzo trimestre, la riduzione dell'Iva al 5% sulle somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali.

Il commento di Confcommercio è affidato a una nota: "Le nuove misure adottate dal Governo per mitigare l’impatto dei costi dell’energia per imprese e famiglie sono ancora insufficienti ed andrebbero fortemente potenziate, a cominciare dalla necessità di reintrodurre i crediti d’imposta energetici e di azzerare gli oneri generali di sistema per il settore elettrico, analogamente a quanto fatto per il gasNonostante il trend dei valori delle materie prime energetiche abbia imboccato, nel primo semestre dell'anno, un percorso di progressiva normalizzazione, i prezzi delle forniture al dettaglio permangono ancora su livelli eccezionalmente alti rispetto a quelli pre-crisi. La spesa energetica delle imprese del terziario di mercato si attesterà infatti, nel 2023, intorno ai 38 miliardi di euro: in calo rispetto ai 41 miliardi del 2022, ma quasi il triplo rispetto ai 13 miliardi del 2021". “Questi dati richiamano innanzitutto la necessità di un intervento di sterilizzazione degli oneri generali di sistema elettrici per imprese e famiglie che occorrerà mantenere in essere fintantoché non si giungerà ad una stabilizzazione dei prezzi". "Analogamente occorrerà ripristinare  i crediti d’imposta energetici, proprio in considerazione del divario emerso tra il prezzo dell’energia elettrica nel trimestre di riferimento e i valori registrati nel 2019". Secondo la Confederazione, "il costo della sterilizzazione degli oneri e del ripristino dei crediti d’imposta potrebbe trovare adeguata copertura finanziaria anche nelle risorse derivanti dai proventi delle aste ETS versati dal GSE alla tesoreria dello Stato. Stando agli ultimi dati, da gennaio a giugno 2022, l'Italia ha collocato le quote di emissione di CO2 ad un prezzo medio di 82 €/tCO2, generando proventi pari, al 30 giugno 2022, a circa 10,4 miliardi di euro. Di fronte a questi numeri sarebbe plausibile ed auspicabile rendere strutturale l’utilizzo del maggior gettito derivante dalla vendita all'asta delle quote di emissione di CO2 per calmierare i prezzi delle bollette per cittadini e imprese. Occorre poi mettere subito “in cantiere” le risorse che deriveranno dal piano europeo contro la crisi energetica “REPowerEU” e procedere, al contempo, ad una rimodulazione degli strumenti contenuti nel PNRR, per sostenere le imprese nell’acquisto di tutte le tecnologie necessarie per raggiungere l’autosufficienza energetica e traguardare, al contempo, gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di CO2".

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