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Entrate tributarie in volo: primi sei mesi in forte crescita

- di: Jole Rosati
 
Entrate tributarie in volo: primi sei mesi in forte crescita
Entrate tributarie in volo: gettito in crescita nel 1° semestre 2025
Fisco sprint e gettito in ascesa: un’energia inattesa che può trasformarsi in qualità della manovra.

(Foto: il ministro Economia e Finanze, Giovanni Giorgetti).

Entrate che sorprendono (e danno respiro)

In Italia, la grande notizia del momento non è solo il nuovo record del debito pubblico — pur salito a 3.070,7 miliardi di euro a giugno — ma la corsa entusiasmante delle entrate tributarie.

Nei primi sei mesi del 2025 il bilancio dello Stato ha incassato 257,3 miliardi, segnando un aumento del 3,4 % (+8,5 miliardi) rispetto allo stesso periodo del 2024. Giugno, in particolare, ha fatto registrare 43,8 miliardi di gettito, +4,2 % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Altre rilevazioni parlano di un gettito in crescita del 7,3 % nei primi sei mesi, con un valore che arriva fino a 276,6 miliardi, cioè +18,9 miliardi rispetto al 2024. La differenza con le cifre ufficiali suggerisce una definizione più ampia del gettito, includendo forse tributi indiretti o altri flussi.

Commenti e reazioni: tra prudenza e opportunismo

“Basterebbe destinarne un quarto (circa 4,2 miliardi) per ridurre le tasse al ceto medio, portando l’aliquota dal 35 al 33 % fino a 60mila euro.”Maurizio Casasco, responsabile economico di Forza Italia, riferendosi a un’ipotesi di incremento annuale del gettito di 17 miliardi.

“Meno tasse, più entrate.”Giorgio Salvitti, Fratelli d’Italia.

Una riflessione critica arriva da Antonio Giuseppe Di Natale, che osserva: “la crescita del gettito va oltre le previsioni e potrebbe essere una leva per alleggerire il prelievo fiscale — se non fosse che i vincoli europei spesso impongono di destinare ogni extra all’abbattimento del deficit.”

Debito sì, ma in secondo piano

Certo, il debito esiste ed è pesante: quei 3.070 miliardi non sono uno scherzo. L’aumento di giugno di 18 miliardi riflette principalmente il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, l’aumento delle riserve del Tesoro e fattori tecnici come scarti, premi, rivalutazioni e fluttuazioni euro-dollaro. Tuttavia, nella cornice di questo articolo, il focus non è sul debito ma sulla reazione positiva dei conti pubblici grazie alle entrate.

Uno sguardo ulteriore: cosa c’è dietro la crescita del gettito?

Non emergono con chiarezza le cause specifiche dell’aumento — redditi elevati, lotta all’evasione, ripresa economica. Come sottolinea Di Natale: “la crescita appare strutturale, più robusta delle previsioni, e può generare un vero “tesoretto” utile per la manovra.”

Bottiglia mezza piena? Sì, ma con prudenza

Le entrate in volo sono innegabilmente una boccata d’ossigeno. Il governo potrebbe tradurle in alleggerimenti fiscali oppure destinarle agli obblighi europei (abbattimento del deficit). Il dibattito è aperto: riduzione delle tasse sì, ma nei limiti dei vincoli di bilancio e degli accordi comunitari.

Il quadro

  • Il vero faro è la corsa delle entrate tributarie, +3,4 % (stima ufficiale) o +7,3 % (altre rilevazioni) nei primi sei mesi 2025.
  • Le voci politiche spingono per usare questo surplus per ridurre le tasse al ceto medio.
  • Il debito resta alto e in aumento, ma fa da sfondo alla brillante storia del gettito che cresce.
  • Resta da capire quanto di questo aumento sia strutturale e quanto possa davvero trasformarsi in un “tesoretto” senza scontrarsi con le regole europee. 
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