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Lagarde: crescita euro in frenata, dazi più alti pesano sul futuro

- di: Jole Rosati
 
Lagarde: crescita euro in frenata, dazi più alti pesano sul futuro
Lagarde: euro in frenata, dazi USA al 16% pesano sulle stime BCE
Tariffe Usa fino al 16 % spingono verso il basso le nuove stime di crescita in arrivo a settembre — l’eurozona deve correre ai ripari e diversificare i mercati.

Rallentamento sotto la lente di Ginevra

L’economia dell’area euro, dopo un brillante avvio nel primo trimestre 2025, sta perdendo slancio nel secondo. Christine Lagarde (foto), intervenendo oggi a Ginevra durante l’International Business Council del WEF, ha sottolineato che le tariffe concordate con gli Stati Uniti, oscillanti tra il 12 % e il 16 %, superano leggermente le previsioni di giugno ma restano ben al di sotto dello scenario più cupo, oltre il 20 %.

Questo “frontloading” — l’anticipazione delle esportazioni verso gli USA per evitare dazi — aveva inizialmente sostenuto la crescita (0,6 % nel primo trimestre) ma ora mostra i primi segni di esaurimento. Il rallentamento era già tangibile nel secondo trimestre.

Proiezioni di settembre: cosa attenderci?

A settembre la BCE pubblicherà nuove previsioni macroeconomiche che incorporeranno l’effetto delle tariffe USA più elevate. Queste proiezioni guideranno le decisioni politiche nei mesi successivi.

In base alle stime di giugno, lo scenario prevede una crescita dell’1,1 % per il 2025, mentre in caso di dazi severi essa scenderebbe allo 0,7 %.

Oltre l’Atlantico: incertezza sui dazi settoriali

Nonostante l’accordo evitato, permane un’ombra sul commercio, soprattutto riguardo i dazi specifici su farmaci e semiconduttori, settori chiave per molte economie europee.

Diversificare o soccombere: il monito di Lagarde

Lagarde ha richiamato l’Europa a sfruttare la sua vocazione export-oriented e a diversificare i partner commerciali, ribadendo che l’UE detiene una rete di accordi commerciali tra le più ampie al mondo (primo partner commerciale per decine di Paesi). Questo è un invito chiaro: non affidarsi solo agli USA, ma ampliare l’orizzonte.

Il quadro più ampio: tassi fermi e scenario globale incerto

La BCE ha mantenuto tassi fermi al 2 %, in attesa di capire meglio l’impatto delle tensioni commerciali e delle politiche correnti. Il contesto resta nebuloso, tra rischio di deflazione, euro forte e concorrenza asiatica.

Il quadro in sintesi

  • Crescita Q1 2025: +0,6 %, sostenuta da export anticipato e da consumi/investimenti.
  • Dazi USA: 12–16 %, sopra le previsioni di giugno ma sotto la soglia del 20 %.
  • Rischio rallentamento: già visibile nel Q2, da confermare nelle proiezioni di settembre.
  • Incertezza settoriale: dazi su farmaceutica e semiconduttori ancora ignoti.
  • Strategia consigliata: diversificare i partner commerciali esterni agli USA.

L’accelerazione vista nella prima parte del 2025 potrebbe diventare un ricordo se l’Europa non amplia i suoi orizzonti commerciali e non prepara strategie alternative efficaci. Il prossimo appuntamento per una direzione chiara è settembre — tra proiezioni riviste e nuove mosse politiche.

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