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Unicredit rafforza al 26% la presa su Commerzbank

- di: Matteo Borrelli
 
Unicredit rafforza al 26% la presa su Commerzbank
Unicredit sale al 26% in Commerzbank: ritorni e strategia
Parte da Roma un’accelerazione tattica: la banca italiana consolida il primato azionario in Germania senza voler gestire, ma restando vigile.

(Foto: Il Ceo di Uniredit, Andrea Orcel).

Unicredit al centro dello scacchiere europeo: ecco la mossa dietro le quinte

In un’operazione dal gusto quasi scacchistico, Unicredit ha innalzato la sua quota di voto in Commerzbank fino al circa 26 %, grazie alla conversione di posizioni finanziarie “sintetiche” in azioni vere. La banca prevede di trasformare anche il residuo di queste posizioni, attestando così un’istanza totale all’incirca del 29 %.

Nonostante il rafforzamento patrimoniale, Unicredit non intende chiedere alcun seggio nel consiglio di amministrazione di Commerzbank, quantomeno per ora, muovendosi con la discrezione di un giocatore che ha già piazzato i suoi pedoni strategici.

Un impatto sul capitale e un ritorno brillante

L’aumento della quota ha avuto risvolti sul coefficiente CET1 – il patrimonio primario utilizzato come garanzia della solidità bancaria – che passa da un impatto comunicato di 110 basis point a circa 145 bps. L’incremento deriva sia dall’apprezzamento del prezzo del titolo Commerzbank, sia da modifiche nella copertura derivata (collar), adottate per smorzare la volatilità futura sul conto economico.

Sul fronte dei risultati, Unicredit conferma un ritorno sull’investimento stimato intorno al 20 %, sottolineando l’ottima performance rispetto alle metriche prefissate.

Dietro le quinte: una strategia controllata, tra diplomazia e visione

La mossa di Unicredit non è improvvisata: fin dal settembre 2024, con l’acquisizione iniziale del 9 % di Commerzbank, è stata in atto una progressiva ed elegante manovra di aumento indiretto – come tramite “total return swap” – pianificata con grande criterio anche dal punto di vista regolatorio.

La banca italiana, pur divenuta il principale azionista privato del gruppo tedesco, si mantiene neutrale nella governance, operando una pressione soft di influenza senza un confronto frontale.

Commerzbank resiste su una rotta autonoma

Nel frattempo, Commerzbank ha evidenziato solidità nei risultati: nel primo trimestre 2025 ha riportato un utile netto di 834 milioni di euro, in crescita del 12 % su base annua, con ricavi in aumento del 12 % (3,1 miliardi) e riserve per perdite su crediti sotto le attese. Il CET1 target è fissato al 14,5 %, mentre sul fronte occupazionale sono in programma 3.900 esuberi strutturali entro il 2028.

Questa risposta strategica, con forte focus sull’indipendenza e sull’efficienza, segna la determinazione di Commerzbank a restare autonoma, anche in presenza di un azionista sempre più influente.

Un duello soft tra forza finanziaria e sovranità nazionale

Unicredit ha orchestrato un’importante espansione del suo peso azionario in Germania: portando la quota di voto al 26 %, con un potenziale fino al 29 %, la banca italiana rafforza la sua posizione senza interrompere la governance. L’impatto sul CET1 e un ritorno del 20 % dimostrano la solidità dell’investimento.

Commerzbank, tuttavia, resiste: risulta competitiva, solida e pronta a districarsi abilmente da questa pressione, puntando sul merito degli utili e sulla propria traiettoria autonoma.

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