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Concordato fiscale 2025: nuove regole, meno benefici

- di: Vittorio Massi
 
Concordato fiscale 2025: nuove regole, meno benefici

Esclusi i forfettari, stop al ravvedimento speciale e tetti per i contribuenti affidabili.

(Foto, il ministro al MEF Giancarlo Giorgetti)
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo correttivo del Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2025-2026, introducendo modifiche significative che ridisegnano l’adesione al patto fiscale.

Esclusione dei forfettari

Una delle novità principali è l’esclusione delle partite IVA in regime forfettario dal CPB. Questa decisione è stata presa in considerazione delle istanze pervenute dalle associazioni di categoria e del numero limitato di adesioni registrate nel 2024. Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2025, il concordato preventivo biennale non sarà più applicabile ai contribuenti in regime forfettario.

Introduzione di tetti per i contribuenti affidabili

Per i contribuenti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e che ottengono un punteggio elevato, sono stati introdotti dei limiti alla proposta del fisco. In particolare, la proposta non potrà eccedere: 
il 10% per chi ha un punteggio ISA pari a 10;
il 15% per chi ha un punteggio ISA pari a 9;
il 25% per chi ha un punteggio ISA pari a 8.
Questa misura mira a premiare i contribuenti più affidabili, offrendo loro condizioni più vantaggiose nel concordato.

Stop al ravvedimento speciale
A differenza della prima edizione del CPB, per il biennio 2025-2026 non sarà possibile beneficiare del ravvedimento speciale sulle annualità precedenti. Le commissioni parlamentari avevano richiesto di riaprire questa possibilità, estendendola anche al 2023, ma la proposta non è stata accolta. 

Altre modifiche significative

Il decreto legislativo correttivo introduce ulteriori modifiche che riguardano:
adempimenti e versamenti;
accertamento;
sanzioni;
contenzioso. 
Queste modifiche hanno l’obiettivo di rendere il sistema tributario più semplice e vicino alle esigenze di cittadini e imprese, come sottolineato dal viceministro dell’Economia e Finanze Maurizio Leo.

Legge annuale sulla concorrenza 2025
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre approvato la legge annuale sulla concorrenza 2025. Il disegno di legge, articolato in nove articoli, introduce disposizioni che riguardano vari settori, tra cui:
servizi pubblici locali;
trasporti locali;
accreditamento sanitario;
etichettatura dei prodotti cosmetici. 
Tuttavia, non contiene norme sui saldi e vendite promozionali richieste dall’Unione Europea e sulle concessioni agli ambulanti. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha chiarito che su questi temi è necessario un confronto parlamentare per giungere a soluzioni condivise. 
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In conclusione, le modifiche introdotte al Concordato Preventivo Biennale per il biennio 2025-2026 rappresentano un cambiamento significativo nel rapporto tra fisco e contribuenti. L’esclusione dei forfettari, l’introduzione di tetti per i contribuenti affidabili e la fine del ravvedimento speciale delineano un nuovo scenario che richiede attenzione e adattamento da parte delle partite IVA.
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