Risale l’occupazione: in 5 mesi +400mila unità

- di: Giuseppe Castellini
 
Risale l’occupazione italiana, anche se resta ancora inferiore di oltre 470mila unità rispetto a febbraio 2020, mese precedente a quello di inizio della pandemia.
A giugno 2021, rispetto al precedente mese di maggio, ci sono stati 166mila occupati in più (+0,7%), mentre se si guarda agli ultimi 5 mesi (la ripresa dell’occupazione ha iniziato a manifestarsi a febbraio 2021) si registra un aumento di oltre 400 mila occupati. La risalita non coinvolge i lavoratori autonomi, che nello stesso periodo hanno registrato una diminuzione di 44mila unità, nonostante il recupero di 39 mila unità nell’ultimo mese.

Ne dà notizia l’Istat, che a giugno rileva anche una riduzione dei disoccupati (-5,1% rispetto a maggio, pari a -131mila unità). Il tasso di occupazione a giugno sale al 57,9% (+0,5 punti). Il tasso di disoccupazione scende al 9,7% (-0,5 punti) e torna, dopo cinque mesi, sotto la soglia del 10%; tra i giovani si attesta al 29,4% (-1,3 punti).

Tra maggio e giugno si riduce anche il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, pari a -34mila unità); in questo caso il calo coinvolge le donne, i minori di 24 anni e gli ultra 50-enni. Il tasso di inattività scende al 35,8% (-0,1 punti).
Da rilevare che, a seguito della risalita dell’occupazione registrata a partire da febbraio 2021, il numero di occupati a giugno 2021 è superiore a quello di giugno 2020 dell’1,2% (+267mila unità). La crescita riguarda uomini e donne, dipendenti e lavoratori di ogni classe di età ad eccezione dei 35-49enni, mentre il tasso di occupazione - in aumento di 1,1 punti percentuali –- sale per tutte le classi di età.

Rispetto a giugno 2020, cresce anche il numero di persone in cerca di lavoro (+3,5%, pari a +81mila unità) e risulta in forte diminuzione quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-4,2%, pari a -592mila), che era aumentato in misura eccezionale all’inizio dell’emergenza sanitaria. Un andamento, quest’ultimo, perfettamente coerente con il quadro generale. Con lo scoppio della pandemia, infatti, molti di coloro che erano disoccupati vista la situazione hanno smesso di cercare un impiego, uscendo così dal numero dei disoccupati (per essere statisticamente considerato disoccupato bisogna aver effettuato una concreta ricerca di lavoro nelle 4 settimane precedenti la rilevazione Istat) finendo in quello degli inattivi. Con la ripresa dell’economia, tutte queste persone tornano via via a cercare lavoro e quindi rientrano trai disoccupati (e, nel contempo, vanno a sgonfiare il numero degli inattivi).
Il Magazine
Italia Informa - N°4 Luglio-Agosto 2021
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