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Mercati: Asia giù sui forti nuovi dazi di Trump ai farmaci

- di: Matteo Borrelli
 
Mercati: Asia giù sui forti nuovi dazi di Trump ai farmaci
Asia giù sui farmaci, dollaro tonico. Petrolio in rialzo
Tariffa al 100% di Trump sui brand pesa su Tokyo, Seoul e Mumbai; Hong Kong e Shanghai arretrano, Australia regge. Euro altalenante, oro cauto; future europei poco mossi.

Nuovi dazi USA fino al 100% sui farmaci di marca agitano l’Asia: vendite sull’health care e cautela generalizzata mentre i dati macro statunitensi più forti del previsto raffreddano le scommesse su tagli aggressivi dei tassi.

Le chiusure in Asia

Tokyo: Nikkei 225 -0,3%. Seoul: Kospi in calo fra -2,1% e -2,5%. Hong Kong: Hang Seng -0,7%/-0,8%. Shanghai: Composite -0,1%; CSI 300 fra -0,3%/-0,5%. Sydney: S&P/ASX 200 +0,2%. Taipei: Taiex -1,6%. Singapore: STI circa -0,1%. Jakarta: JCI +0,2%. Mumbai: Sensex/Nifty deboli (circa -0,5%), vendite su pharma e IT.

Perché soffre il pharma

La Casa Bianca ha annunciato un dazio al 100% sui farmaci di marca e brevettati, con possibili esenzioni per chi produce negli Stati Uniti. Per l’India l’impatto è mitigato dall’ampia quota di generici, ma l’incertezza sugli elenchi definitivi frena il settore.

Valute: dollaro forte, yen sotto osservazione

USD/JPY nell’area 149,7, soglia sensibile; EUR/USD attorno a 1,17. USD/INR resta vicino ai massimi storici (88,7–88,8) con probabile mano della RBI; USD/CNH sopra 7,14. “Il biglietto verde resta supportato dai dati USA, mentre l’Asia sconta i nuovi dazi”, dicono i desk.

Materie prime: petrolio su, oro cauto; gas europeo in fascia

Brent intorno a 69,5 $/b e WTI a 65,2 $/b dopo i tagli russi alle esportazioni di carburanti; oro in lieve flessione da area 3.745 $/oncia dopo i massimi storici toccati in settimana; gas TTF stabile in zona ~32 €/MWh.

I future sull’Europa

Euro Stoxx 50 poco mosso in pre–apertura, FTSE 100 future girato in lieve rialzo, FTSE MIB invariato sulle ultime chiusure. Focus su filiera farmaceutica, mobili e autocarri pesanti nel perimetro dei nuovi dazi e sul dato PCE USA.

La battuta chiave

“Il rafforzamento del dollaro potrebbe impedire all’oro di spingersi stabilmente oltre 3.800 dollari nel brevissimo periodo”, osserva l’analista Tim Waterer.

Cosa guardare adesso

Dettagli operativi ed esenzioni nell’attuazione dei dazi, eventuali risposte di politica industriale da parte delle big pharma asiatiche e il quadro inflazionistico al consumo negli Stati Uniti per il sentiero dei tassi. “Politica commerciale e percorso della Fed si intrecciano: volatilità alta ma selettiva”, sintetizza un trader europeo.

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