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Piazza Affari resiste alle vendite, spinta da Iveco e Poste

- di: Matteo Borrelli
 
Piazza Affari resiste alle vendite, spinta da Iveco e Poste
Le Borse europee chiudono deboli, ma Milano tiene grazie a titoli chiave. Focus BCE e incertezza USA pesano sui mercati. Spread in lieve rialzo.

Milano resta a galla mentre l’Europa rallenta

Seduta debole per le Borse europee, appesantite dalle incertezze macroeconomiche e dai segnali discordanti provenienti dai fronti geopolitico e monetario. Ma in un contesto continentale indebolito, Milano sorprende: il FTSE MIB chiude stabile a 40.165 punti, mantenendo una tenuta che, in un momento come questo, ha il sapore della resilienza. A sostenere il listino sono due campioni nazionali: Iveco, al centro di nuovi rumors su operazioni straordinarie, e Poste Italiane, spinta da risultati trimestrali di rilievo.

Iveco vola sulle indiscrezioni: +7,78%

Il titolo Iveco conquista la scena con un rialzo del 7,78%, alimentato da nuove speculazioni sul fronte M&A. Alcune fonti finanziarie indicano un rinnovato interesse da parte di gruppi esteri per acquisire asset strategici della società, mentre torna in circolo l’ipotesi di uno spin-off della divisione autobus. Nessuna conferma ufficiale, ma il solo riemergere del dossier è bastato a far ripartire gli acquisti.

Poste Italiane, la solidità che convince

Poste Italiane brilla con un +2,77%, sull’onda lunga di risultati trimestrali definiti “storici” dall’amministratore delegato Matteo Del Fante il 18 luglio: utile netto in crescita del 24% e ricavi in espansione, trainati in particolare dal comparto pacchi e logistica. Nonostante l’ambiente monetario ostile, la componente finanziaria mantiene stabilità. L’azienda ha mostrato una “resilienza straordinaria” che la conferma tra i titoli più solidi del listino domestico.

L’Europa rallenta, gli USA chiudono le porte

Mentre Milano regge, il resto d’Europa rallenta: Francoforte cede l’1,09%, Parigi lo 0,69%, Londra si limita a un timido +0,12%. I mercati si muovono con cautela in attesa della riunione della BCE prevista per giovedì 25 luglio. Una pausa nel ciclo di tagli è data per scontata, ma l’attenzione sarà tutta sul tono del comunicato finale: Christine Lagarde confermerà la linea accomodante o alzerà il livello di guardia?

Nel frattempo, da Washington arrivano segnali contraddittori. Il nuovo Segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha parlato di una possibile proroga nei negoziati commerciali con la Cina, “escludendo però aperture analoghe verso l’Europa”. Un colpo alla tenuta dell’Ue in piena guerra daziaria, con conseguenze potenzialmente gravi per i settori del lusso e dell’automotive.

Spread in lieve rialzo, euro in recupero

Lo spread BTP-Bund risale leggermente a 85 punti base (+1 pb), con il decennale italiano al 3,36%. Un movimento contenuto, ma che riflette la crescente cautela degli investitori, alimentata anche dall’incertezza politica in Francia e dalle tensioni internazionali in aumento.

L’euro intanto recupera terreno, attestandosi a 1,175 contro il dollaro. Segnali di avversione al rischio si manifestano anche nell’oro, che guadagna lo 0,86% salendo a 3.426,9 dollari l’oncia. Il petrolio invece arretra: il WTI chiude a 65,04 dollari al barile, in calo dell’1,37%, complice la domanda asiatica debole e il nuovo stallo nei colloqui tra USA e Iran.

Chi sale e chi scende a Piazza Affari

Oltre a Iveco e Poste, si distingue Campari (+1,71%), spinta da giudizi positivi degli analisti di Barclays sul potenziale di crescita nel mercato statunitense. Bene anche Enel (+1,37%), dopo il rialzo del target price da parte di Jefferies.

Male invece Prysmian (-2,15%), penalizzata dal raffreddamento del business offshore. Stellantis perde l’1,92% dopo previsioni deludenti, mentre Ferrari arretra dell’1,50% sull’onda delle preoccupazioni relative a possibili tagli alla produzione.

Tra le MidCap brillano ERG (+3,18%) e Fincantieri (+1,83%), sostenuta dall’ottimismo sul portafoglio ordini. In calo netto Technogym (-2,73%), De’ Longhi (-2,53%) e Technoprobe (-2,37%).

Mercati senza direzione, ma Milano tiene la barra

Il quadro resta fragile, sospeso tra la prudenza delle banche centrali e la nuova stretta protezionista americana. In questo scenario, Piazza Affari emerge non per slanci euforici, ma per capacità di tenuta. La reattività del mercato italiano a notizie societarie di peso — come nei casi Iveco e Poste — mostra un’attitudine selettiva che merita attenzione.

Tanto più in un’Europa che rischia di perdere centralità nei prossimi mesi, mentre i venti geopolitici e la guerra commerciale in arrivo potrebbero ancora una volta ridefinire le gerarchie globali.

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