La nostra biblioteca - Fabio De Felice e Roberto Race spiegano ''Il mondo nuovissimo'' davanti alla sfida della IA

- di: Diego Minuti
 
Il mondo corre e lo fa ad una velocità che rischia di essere troppa per chi non si prepara alle nuove sfide, non dimenticando di fare tesoro della storia. Un importante aiuto, per la comprensione delle dinamiche di un'era in cui l'intelligenza artificiale si candida a protagonista indiscussa degli anni a venire, arriva da due ''tecnici'' proiettati verso il futuro, se si guarda al loro background professionale, ma che hanno una grande attenzione per il passato. 
Parliamo di Fabio De Felice e Roberto Race che hanno scritto ''Il mondo nuovissimo'' (Luiss University Press - pag.174 - 15,20 euro) che, con il sottotitolo di ''Dialoghi su etica e intelligenza artificiale'', è accompagnato dalla prestigiosa prefazione di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontifica Accademia per la Vita. 
De Felice, professore di ingegneria all’Università degli Studi di Napoli Parthenope e imprenditore, è il fondatore di Protom. Race, giornalista, è consulente in corporate e reputation strategy per multinazionali e alcune delle più dinamiche imprese.

Fabio De Felice e Roberto Race spiegano ''Il mondo nuovissimo''

Il testo si sostanzia di confronti appassionanti tra i due autori sull’impatto dell’innovazione in ambiti svariati: dall’arte all’innamoramento, dalla globalizzazione all’economia circolare.
L’approccio di De Felice e Race, peraltro, non fa sconti né concede alcun tipo di credito. 
I due autori rigettano il soluzionismo tecnologico, sorta di moderno positivismo che assegna alla tecnologia aprioristicamente poteri simil-magici, così come respingono la tecnofobia, che imputa al prodotto conseguenze dannose originate dall’insipienza o malafede di chi lo utilizza.
Al fondo di ogni disamina c’è la consapevolezza della oggettiva drammaticità della tematica affrontata, rispecchiata anche nel titolo, che richiama l’inquietante classico di Huxley. C’è da rispondere a tanti quesiti, fondamentali per il futuro dell’antropocene, o, a quanto pare, per la nuova era destinata a superarlo.
L’accelerazione vertiginosa dell’innovazione è compatibile con la capacità umana di governarla?
La tecnologia si avvia ad egemonizzare l’uomo?
Il suo dominio da parte di pochi eletti può mettere in discussione conquiste secolari della democrazia?
L’etica ha ancora senso nell’epoca dell’AI? E se è così, può riproporsi secondo modalità tradizionali o deve rifondarsi interagendo e rinnovandosi? Utilizzando proprio la tecnologia, ovvero il suo nuovo terreno di sperimentazione?
E la conoscenza umana? Come può superare i propri confini, quasi ad annullarli, secondo logiche tentacolari che le consentano di agire seguendo modelli di intelligenza diffusa, come accade per i cervelli periferici dei cefalopodi?
Dal colonialismo digitale al futuro senza lavoro, l’approfondimento di De Felice e Race spazia su tantissime delle nuove forme del sapere/potere e della realtà tecnologica, in un’opera che riesce a conciliare complessità con chiarezza e piacevolezza del leggere. Un’autentica chicca per chi desidera guardare al presente e al domani prossimo col coraggio di una curiosità che faccia luce sulla coltre di nebbia delle tante parole al vento che accompagnano la diffusione di una tecnologia incompresa dai più nella sua realtà. Un viaggio da lettori-piccoli Ulisse, guidati dalla vision e dai consigli di due modernissimi maitre à penser.
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