• POSTE25 850 1

Per l'Ocse, l'Italia ultima per recupero salari reali dopo la pandemia

- di: Redazione
 
Per l'Ocse, l'Italia ultima per recupero salari reali dopo la pandemia
La pandemia, ''onorando'' il suo significato letterale, ha colpito quasi tutti i Paesi, non distinguendo i (più) ricchi da quelli (più) poveri. E' stato qualcosa che non ha avuto confini e frontiere, lasciandosi dietro uno strascico di conseguenze nefaste. soprattutto sul piano economico. I singoli Paesi hanno reagito, però, in modo e tempistiche diversi. Lo stesso si è registrato nei tempi di recupero delle singole economie non solo per riconquistare le perdute posizioni nella classifica globale, ma anche per restituire alle persone che non lavorano autonomamente il potere di acquisto che avevano prima che il flagello Covid-19 si abbattesse.

Per l'Ocse, l'Italia ultima per recupero salari reali dopo la pandemia

Purtroppo l'Italia, nella classifica dei salari reali è quella che, tra i Paesi che si raggruppano nell'Ocse (l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), ha registrato il calo più sensibile dei salari reali. Rispetto al periodo pre-pandemia, infatti, i salari reali lo scorso anno sono scesi del 7%. Una tendenza che, purtroppo, è confermata anche dalle rilevazioni dei primi mesi del 2023, quando il calo, in proiezione annuale, è stato quantificato nel 7,5%.

Le proiezioni dell'Ocse segnano, quindi, una evidente discrasia tra le dinamiche dei salari reali e l'andamento dell'inflazione. Il confronto è impietoso, sottolineando che i salari nominali, nel 2023, aumenteranno del 3,7% (del 3,5% il prossimo anno). Ma quest'anno l'inflazione sarà del 6,4%, mentre solo nel 2024 diminuirà la sua corsa, restando comunque sul 3%, quindi ancora sopra la soglia che la Bce si è prefissa (al 2%).

Quello che deve fare riflettere è che i salari stabiliti dai contratti collettivi (che in Italia dovrebbero coprire tutti i lavoratori dipendenti) sono diminuiti in termini reali di oltre il 6% nel 2022. Guardando al futuro, l'indicizzazione dei contratti collettivi (in base alle previsione Istat) dovrebbe consentire un recupero, in tema di potere d'acquisto reale. Ma il futuro per molti lavoratori non fa presagire niente di buono perché molti contratti collettivi, scaduti da più di due anni, sono ancora in fase di discussione, facendo temere che la situazione possa aggravarsi.
Notizie dello stesso argomento
Trovati 105 record
Pagina
4
29/08/2025
Lula risponde: parte la contromossa brasiliana ai dazi Usa
Il Brasile reagisce ai dazi Usa del 50 % attivando la legge sulla reciprocità: tempi, stra...
29/08/2025
Asia parte mista: Hong Kong tira, Cina quasi piatta
Aperture del 29 agosto 2025: Hang Seng in rialzo, Shanghai e Shenzhen piatte, Tokyo cauta,...
28/08/2025
Pil Usa a +3,3 %, reazioni positive ma anche cautela tra gli analisti
Il Pil Usa nel 2° trimestre sale al 3,3%: consumi solidi, importazioni in calo e analisti ...
28/08/2025
Bonus giovani agricoltori: formazione, credito d’imposta e futuro
Bonus giovani agricoltori: 80% fino a 2.500 euro per la formazione 2024. Credito d’imposta...
28/08/2025
Canva a 42 miliardi $ con la vendita di azioni ai dipendenti
Canva tocca 42 miliardi $ con la vendita interna di azioni: 240M utenti, 3,3 mld $ di rica...
28/08/2025
Le borse europee riprendono fiato, Milano sale di poco
Europa chiude in moderato rialzo: STOXX 600 +0,3% (556,53). Milano +0,22% con STM in testa...
Trovati 105 record
Pagina
4
  • POSTE25 720