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Inchiesta Ponte Morandi: arresti per ex dirigenti di Autostrade per l'Italia

 
Inchiesta Ponte Morandi: arresti per ex dirigenti di Autostrade per l'Italia
Diversi dirigenti ed ex vertici di Autostrade per l'Italia sono stati oggetto di misure cautelari da parte della Guardia di Finanza, con le accuse rivolte ai soggetti in questione rappresentate da frode in pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti nell'ambito di un'inchiesta aperta un'anno fa e coordinata dalla procura di Genova.

Lo rivela l'ANSA secondo cui le misure adottate sarebbero sei, con gli arresti domiciliari disposti per l'ex amministratore delegato di ASPI Giovanni Castellucci, l'ex responsabile manutenzioni Michele Donferri Mitelli e l'ex direttore centrale operativo Paolo Berti. Nel registro degli indagati c'è anche il nome dell'attuale ad, Roberto Tomasi, che però potrebbe essere archiviato presto secondo quanto appreso dall'agenzia.

L'indagine in questione è stata aperta dai finanzieri dopo aver analizzato dei documenti che furono acquisiti in quella riguardante il crollo del ponte Morandi, in maniera più specifica quelli che che riguardavano i problemi di sicurezza rivelati sulle barriere fonoassorbenti presenti lungo la rete autostradale.
Il colonnello delle Fiamme Gialle Ivan Bixio ha coordinato l'operazione con cui gli investigatori hanno accertato la consapevolezza degli ex dirigenti sul malfunzionamento di tali barriere che quindi rappresentavano un pericolo per la sicurezza stradale aumentando anche la possibilità di cedimenti strutturali in presenza di forte vento. Tale consapevolezza era inoltre allargata ai diversi difetti del progetto, all'errata stima del pericolo causato dal vento, alla mancata conformità alle regolazioni europee di alcuni materiali usati per l'ancoraggio.

Gli indagati non avrebbero dunque sostituire tali strutture inadeguate riuscendo a bypassare ogni obbligo previsto dai protocolli adottando soluzioni temporanee e assolutamente inadatte a risolvere definitivamente il problema. Per questo sono stati ipotizzate frodi nei confronti dello Stato per non aver reso sicura la rete e non averla regolamentata dal punto di vista acustico, occultando inoltre la pericolosità di tali barriere al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
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