• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Ryanair mette 4 miliardi sul tavolo: stop alla tassa o niente boom

- di: Vittorio Massi
 
Ryanair mette 4 miliardi sul tavolo: stop alla tassa o niente boom

La compagnia lega investimenti e nuove rotte alla cancellazione dell’addizionale; intanto contesta la maxi multa e respinge le provocazioni di Elon Musk.

Nel giro di poche settimane Ryanair ha acceso tre micce: una proposta miliardaria al governo italiano, un braccio di ferro con l’Autorità antitrust e un siparietto globale con Elon Musk che, tra sondaggi e battute su X, ha trasformato un tema tecnico (il Wi-Fi a bordo) in una polemica planetaria. Sullo sfondo, la domanda vera è politica ed economica: quanto costa davvero la “tassa d’imbarco” al turismo e alla competitività degli aeroporti italiani?

La linea ufficiale della compagnia è netta. L’amministratore delegato Eddie Wilson ha rilanciato la richiesta di eliminare l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco, presentandola come la leva per sbloccare un piano di crescita aggressivo: “40 aeromobili, 20 milioni di passeggeri all’anno aggiuntivi, 250 nuove rotte e 15mila nuovi posti di lavoro”. La promessa è accompagnata da un numero che pesa: 4 miliardi di dollari (circa 3,4 miliardi di euro) di investimenti potenziali, vincolati però a una decisione fiscale precisa.

Nel dettaglio, la compagnia ha presentato anche la sua estate sui due scali chiave dell’area milanese: Orio al Serio e Malpensa. L’obiettivo dichiarato è una crescita dei passeggeri del 9% fino a 20,3 milioni, con 33 aerei basati, 156 rotte e oltre 16.200 posti di lavoro collegati alle attività della compagnia sul territorio. Il messaggio sottinteso è semplice: dove il costo d’accesso al volo scende, la domanda si allarga e il low cost riempie gli slot con velocità.

La pressione sul governo non riguarda solo Milano. Ryanair sostiene che l’addizionale sia già stata cancellata in vari aeroporti italiani e chiede di estenderne l’eliminazione a tutti gli scali, definendo la tassa “aggressiva” e incompatibile con una strategia nazionale di competitività. In controluce c’è un punto che la compagnia ripete spesso: nel trasporto aereo i prezzi sono ipersensibili anche a pochi euro, e un aumento “a monte” rischia di spostare capacità e rotte verso paesi con una fiscalità più leggera.

Ma mentre chiede uno sconto fiscale, la compagnia deve gestire l’altro fronte: la sanzione dell’AGCM da 256 milioni contestata come “manifestamente sbagliata”. Wilson sostiene che il modello operativo di Ryanair lavori “per il bene dei consumatori” e cita, come prova, i tassi di crescita in aeroporti dove il vettore è dominante. In particolare porta l’esempio di Reggio Calabria, indicato come lo scalo con l’incremento più marcato grazie alla presenza della compagnia: “Nessun altro cresce così tanto là, perché noi siamo il più grande operatore… siamo assolutamente a favore dei consumatori”.

Il cuore della disputa, però, è tecnico e riguarda la distribuzione dei biglietti: l’Antitrust contesta condotte che avrebbero ostacolato la vendita tramite intermediari (agenzie tradizionali e online), con effetti potenzialmente negativi su confronto prezzi, pacchetti e servizi accessori. La compagnia ribatte che gli intermediari non abbassano le tariffe e che la vicenda in appello verrà ribaltata: “In appello la decisione… sarà capovolta”. In parallelo, Ryanair richiama pronunce precedenti che avrebbero riconosciuto benefici al consumatore nel suo modello.

Come se non bastasse, è entrato in scena Elon Musk. Il fondatore di SpaceX e proprietario di X ha pubblicato un sondaggio provocatorio: comprare o no Ryanair e “licenziare” il vertice. La scintilla è il tema Starlink: Michael O’Leary ha chiuso la porta alla soluzione satellitare sugli aerei sostenendo che i clienti non vogliono pagare un extra per la connessione e che, per funzionare nel low cost, il Wi-Fi deve essere a costo zero. Wilson ha tagliato corto, riallineandosi alla posizione del suo CEO: “I clienti non vogliono pagare per avere il Wi-Fi a bordo… serve una soluzione a costo zero”.

Dietro la battuta di Musk e la replica secca di Ryanair c’è una questione molto concreta: il Wi-Fi in volo è diventato un fattore competitivo, ma per le compagnie ultra-low-cost ogni costo fisso in più è un rischio. Se l’accesso viene fatto pagare, una parte della clientela lo rifiuta; se viene regalato, qualcuno deve finanziarlo (pubblicità, sponsorizzazioni, pacchetti premium, accordi con operatori). Ed è qui che il tema fiscale torna a mordere: per un vettore come Ryanair la somma di tasse, oneri aeroportuali e costi extra è il confine tra aprire nuove rotte o congelare la crescita.

Ora la partita è tutta nei prossimi passaggi: la risposta politica alla richiesta sulla tassa di imbarco, l’iter del ricorso contro l’Antitrust e la strategia digitale che le compagnie sceglieranno per non restare indietro sulla connettività. Ryanair prova a trasformare un taglio fiscale in un moltiplicatore di traffico e posti di lavoro; le istituzioni, dal canto loro, devono decidere dove finisce l’incentivo allo sviluppo e dove comincia il rischio di concedere troppo potere a un singolo player. 

Notizie dello stesso argomento
Trovati 213 record
Pagina
1
22/01/2026
Crowdfunding Bper Bene Comune, i cinque progetti che “valgono” il 60%
BPER Bene Comune ha promosso la campagna di crowdfunding “Il futuro a portata di mano”
22/01/2026
Simest, “Misura Stati Uniti”: 300 milioni per investimenti diretti e presidio del mercato Usa
Simest, la società del Gruppo Cdp per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, avv...
22/01/2026
Groenlandia, la lezione a Trump: “La terra non si compra, appartiene a tutti”
C’è un modo per rispondere a Donald Trump senza urlare, senza slogan, senza inseguire la p...
22/01/2026
Investimenti in crescita e focus sull'innovazione: Hera presenta il Piano Industriale al 2029
Investimenti in crescita e focus sull'innovazione: Hera presenta il Piano Industriale al 2...
22/01/2026
Board of Peace, Meloni frena: stop Italia tra Costituzione e Putin
L’Italia congela l’adesione al Board of Peace voluto da Trump: Meloni cita l’articolo 11 d...
22/01/2026
Trump frena sui dazi: il bullo globale scopre il tasto “indietro”
Il risiko bancario rallenta tra prudenza e stop improvvisi: Banco Bpm, Unicredit, Mps e In...
Trovati 213 record
Pagina
1
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia