Il Gruppo Hera guarda al futuro con fiducia e progettando i prossimi anni, con un focus su sostenibilità, innovazione, digitalizzazione e creazione di valore condiviso per tutti gli stakeholder: è stato infatti presentato il Piano industriale al 2029, dopo che il Consiglio di Amministrazione ha visionato i dati preconsuntivi del 2025, che hanno portato alla revisione al rialzo della politica dei dividendi.
Investimenti in crescita e focus sull'innovazione: Hera presenta il Piano Industriale al 2029
Il piano si basa innanzitutto su una decisa crescita degli investimenti nel quinquennio, saliti del 40% rispetto a quello precedente, fino a 5,5 miliardi di euro. Il tutto con un ritorno sul capitale investito netot pari al 9,3%, con crescita del MOL prevista fino a 1,76 miliardi di euro.
la crescita media annua dell'utile netto per gli azionisti è stimata a 6 punti percentuali, fino a 519 milioni di euro, con il dividendo in crescita fino a 19 centesimi per azione (+27%) e un rapporto fra Debito Netto e MOL stabilmente al di sotto del 3x per il quinquennio e a 2,6x alla fine del Piano.
Perno delle attività del Gruppo è il focus sull'efficienza a livello industriale e sulla sostenibilità: si punta a mantenere un portafoglio bilanciato tra attività regolate e libero mercato, in modo da generare risultati resilienti e cogliere opportunità emergenti.
Investimenti per 2,9 miliardi di euro saranno allineati alla Tassonomia europea, con investimenti operativi a valore condiviso pari al 77% dell'intero piano. Si prevede una crescita del 30% del MOL a valore condiviso, fino a raggiungere il 68% del MOL al 2029.
Hera però non dimentica la sua missione verso la sostenibilità e punta a un taglio del 35% delle emissioni di anidride carbonica rispetto al 2019 a fine piano, in modo da raggiungere l'obiettivo Net Zero entro il 2050. Il 48% degli investimenti sarà diretto al miglioramento della resilienza delle infrastrutture, il 35% destinato alla rigenerazione delle risorse e il 24% a perseguire target di neutralità carbonica, con il 26% diretto a digitalizzazione e innovazione.
Un piano ambizioso, arrivato a fronte di positivi dati preconsuntivi del 2025 visionati dal CDA, con MOL oltre 1,53 miliardi di euro, utile netto per gli azionisti in crescita del 4%, fino a 460 milioni di euro, un rapporto Debito Netto-MOL sotto 2,6x.
Numeri che hanno portato alla revisione al rialzo del 6,7% rispetto al 2024 del dividendo, previsto ora a 16 centesimi di euro.
“Il nuovo Piano industriale conferma il nostro impegno nel creare valore per tutti gli stakeholder" - ha commentato Cristian Fabbri, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera - "Il piano di investimenti di 5,5 miliardi, in aumento di circa il 40% rispetto all’ultimo quinquennio, supporta, anche attraverso l’innovazione, uno sviluppo industriale sostenibile e l’incremento di resilienza delle nostre infrastrutture e ci consentirà di traguardare al 2029 un margine operativo lordo di 1,76 miliardi di euro. Il miglioramento degli obiettivi del nuovo Piano industriale e le positive previsioni, economiche e finanziarie, dei risultati 2025, ci permettono di rivedere al rialzo la politica dei dividendi proponendo un incremento, di circa il 7% già a partire dalla prossima cedola, fino ad arrivare al 27% al 2029 con un dividendo di 19 centesimi per azione. In crescita, a 11,5 miliardi di euro, anche il valore economico distribuito nei 5 anni agli stakeholder dei territori nei quali operiamo ed il contributo delle attività sostenibili al margine operativo lordo di Gruppo che raggiungerà il 68%”.
Orazio Iacono, Amministratore Delegato del Gruppo Hera (in foto), ha dichiarato: “Per il 2025 prevediamo di chiudere con un margine operativo lordo superiore a 1,53 miliardi di euro e con un utile di competenza degli Azionisti superiore a 0,46 miliardi. Risultati sostenuti dalla crescita di tutti i business in portafoglio nonostante il venir meno di opportunità straordinarie colte nel 2024. Questa performance ha permesso di finanziare un aumento degli investimenti mantenendo un rapporto debito netto/MOL inferiore a 2,6x. Una flessibilità finanziaria che ci permette di supportare gli investimenti a favore della transizione green e dello sviluppo industriale. Gli investimenti, destinati sia ai business regolati sia a mercato, alimenteranno la crescita organica e saranno finanziati da una forte generazione di cassa, che consentirà di mantenere anche al 2029 una leva finanziaria in linea con quella della chiusura attesa per il 2025, riconfermando la solidità finanziaria e creando ulteriore flessibilità per poter cogliere future nuove opportunità”.