Trump firma lo statuto del Board per Gaza: 'Tutti vogliono partecipare'. Ma anche Londra dice no
- di: Ansa
Cerimonia a Davos con i rappresentanti di altri 20 Paesi. La Gran Bretagna: 'Preoccupati dalla presenza di Putin'
Il presidente Usa Donald Trump ha firmato lo statuto del Board of Peace e ha invitato sul palco i 20 rappresentanti dei Paesi che hanno aderito al Consiglio.
"Oggi avremo più dettagli per il comitato di pace, ha l'opportunità di essere uno degli organismi più importanti mai creati, lo prendo molto sul serio.
Tutti ne vogliono far parte, ci sono i Paesi che sono qui, sono tutti miei amici, un paio mi piacciono, un paio no. Ma quelli che sono qui mi piacciono tutti, sono grandi leader, grandi personaggi", ha detto Trump partecipando alla cerimonia.
Secondo il tycoon è una giornata molto emozionante e, ha aggiunto affermando che il Consiglio per la pace collaborerà con "molti altri, tra cui le Nazioni Unite".
Sul palco una ventina di rappresentati di paesi che hanno aderito, tra i quali un rappresentante del Bahrein, un rappresentante del Marocco, il presidente dell'Argentina, il primo ministro dell'Armenia, il presidente dell'Azerbaigian, il primo ministro della Bulgaria, il primo ministro dell'Ungheria, il presidente dell'Indonesia, il vice primo ministro della Giordania, il presidente del Kosovo, il primo ministro del Pakistan, il presidente del Paraguay, il primo ministro del Qatar, il ministro degli esteri dell'Arabia Saudita, il ministro degli esteri della Turchia, un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, il presidente dell'Uzbekistan, il primo ministro della Mongolia.
Si segnalano nuove defezioni: il Regno Unito non ha preso parte oggi alla cerimonia di firma a causa delle "preoccupazioni circa la possibilità che il presidente Putin faccia parte di qualcosa che parla di pace": lo annuncia il ministro degli Esteri Yvette Cooper, come riporta Sky News.
Intanto fonti palestinesi riferiscono a Sky news Arabia che esiste un accordo tra Hamas e l'amministrazione statunitense, in base al quale l'organizzazione consegnerebbe le proprie armi e le mappe dei tunnel di Gaza in cambio dell'accettazione di Hamas come partito politico che non venga preso di mira.
La consegna delle armi e delle mappe avverrebbe secondo un meccanismo non ancora reso noto. Le intese prevedono la possibilità per chi lo desidera, tra i leader politici e militari di Hamas, di lasciare la Striscia di Gaza, con un impegno americano affinché Israele non li colpisca, né colpisca in futuro i dirigenti che già si trovano all'estero.
La fonte ha indicato la Turchia o un'altra destinazione disposta ad accoglierli come possibili mete. Secondo l'accordo, Washington intende integrare un certo numero di membri della polizia di Hamas e dei suoi ex funzionari nella nuova amministrazione di Gaza, a condizione che siano sottoposti a un controllo di sicurezza israelo-americano.
Il Cremlino: 'Putin e Abu Mazen discuteranno del Consiglio di pace per Gaza'
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che l'agenda dell'incontro di oggi a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente dell'Anp, Abu Mazen (Mahmud Abbas) prevede i temi della "creazione del Board of Peace e del possibile utilizzo dei beni russi congelati".
Peskov ha ricordato che ieri Putin aveva espresso la disponibilità di Mosca a stanziare un miliardo di dollari dei beni russi congelati negli Usa per il Board of Peace. "Naturalmente, le sfumature dovranno essere discusse. Lo stesso Putin ha annunciato ieri che questo argomento sarebbe stato discusso con Abbas", ha affermato Peskov.
"Naturalmente, l'attenzione principale sarà rivolta alle relazioni bilaterali. La Russia è sempre stata una grande amica della Palestina. Ci siamo sempre impegnati per raggiungere una soluzione in Medio Oriente", ha dichiarato inoltre il portavoce del Cremlino.
Herzog a Davos: 'In Medio Oriente situazione migliore ma Iran e Hamas si riorganizzano'
"Prima di tutto, ci troviamo in una posizione migliore dopo aver combattuto eroicamente e con coraggio una guerra su più fronti, ma nubi oscure incombono ancora all'orizzonte. Ad esempio, per noi è chiaro che gli iraniani si stanno riorganizzando e non hanno mai smesso, nemmeno per un momento, nel loro intento di diffondere il terrore in tutto il mondo, oltre a portare avanti i loro grandi piani legati alle armi di distruzione di massa". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog durante un panel del Forum economico mondiale a Davos.
"Sappiamo che Hezbollah sta cercando di fare lo stesso, nel senso di riorganizzarsi e ricostruire le proprie forze, e forse tenta persino di ingannarci facendo credere di non farlo. Sappiamo anche che gli Houthi sono ancora attivi, a tramare e pianificare attacchi terroristici.
Non dobbiamo in alcun modo sederci sugli allori. E naturalmente Hamas è ancora presente a Gaza, detenendo il nostro ultimo ostaggio, Ran Gvili, per il cui ritorno a casa stiamo gridando a gran voce, in base agli accordi che erano stati raggiunti". "Direi quindi, nel complesso, che il bilancio è migliore, ma non dobbiamo essere eccessivamente ottimisti né credere che vada tutto bene, perché viviamo in una situazione pericolosa e, naturalmente, in una regione volatile", ha detto Herzog.