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Urbanistica e corruzione, scossa a Milano: sei richieste di arresto e indagato l’architetto Boeri

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Urbanistica e corruzione, scossa a Milano: sei richieste di arresto e indagato l’architetto Boeri

Milano torna al centro della cronaca giudiziaria con un nuovo e delicato filone dell’inchiesta sulla gestione urbanistica cittadina. La Procura ha avanzato sei richieste di misure cautelari per corruzione e falso ideologico, coinvolgendo alti profili dell’amministrazione pubblica e imprenditori legati allo sviluppo edilizio del capoluogo lombardo. Tra i destinatari della richiesta di arresti domiciliari figura Giancarlo Tancredi, attuale assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano, uno degli uomini chiave delle trasformazioni urbanistiche recenti della città. La misura è stata richiesta anche per Manfredi Catella, noto imprenditore e fondatore del gruppo Coima, tra i principali attori della riqualificazione del quartiere Porta Nuova.

Urbanistica e corruzione, scossa a Milano: sei richieste di arresto e indagato l’architetto Boeri

Oltre ai due nomi di punta, il pm ha chiesto la custodia in carcere per un ex presidente e per un componente della commissione paesaggio del Comune, ruoli tecnici centrali nel processo di approvazione e valutazione dei progetti edilizi. Le misure cautelari riguardano anche due costruttori, ritenuti parte attiva in un presunto sistema di scambi illeciti per agevolare iter approvativi e varianti progettuali. L'indagine, avviata mesi fa, ha già portato a numerose perquisizioni e acquisizioni di documenti negli uffici comunali, a carico anche di diversi funzionari. La rete delle responsabilità tracciata dalla Procura si starebbe estendendo in un contesto di “incontrollata espansione edilizia”, come definito nella nota del procuratore Marcello Viola.

Boeri indagato in tre procedimenti distinti
Tra gli indagati compare anche un nome di rilievo dell’architettura italiana e internazionale: Stefano Boeri. Già assessore alla Cultura nella giunta Pisapia e autore di progetti iconici come il Bosco Verticale, Boeri risulta coinvolto in questo nuovo capitolo giudiziario, che si aggiunge ad altri due procedimenti nei quali è già imputato. La posizione dell’architetto viene ritenuta rilevante per il suo ruolo progettuale e per i rapporti intercorsi con gli uffici pubblici. Tuttavia, non sarebbe tra i destinatari di misure cautelari, almeno in questa fase dell’inchiesta. Le procure milanesi, negli ultimi anni, hanno più volte acceso i riflettori sulle relazioni tra potere politico, tecnico e imprenditoriale nel settore edilizio, in particolare in relazione alle operazioni di rigenerazione urbana che hanno trasformato l’aspetto e l’identità di interi quartieri.

Espansione edilizia e interessi economici

Il focus dell’indagine, sottolinea ancora la Procura, è legato a “profili di incontrollata espansione edilizia” che avrebbero assunto “dimensioni di rilievo notevolissimo”. Una frase che fotografa la percezione di un’espansione spesso disallineata con la sostenibilità urbana e con i processi di partecipazione democratica. Il modello Milano, più volte celebrato come esempio virtuoso di rigenerazione, si trova ora a fare i conti con una verifica giudiziaria che ne mette in discussione metodi, velocità e intrecci. In particolare, secondo gli inquirenti, alcuni soggetti avrebbero ottenuto vantaggi diretti in cambio di facilitazioni nei passaggi autorizzativi, presentando documentazione alterata o ottenendo pareri favorevoli in modo irregolare.

Il Comune sotto pressione e la reazione politica

Le perquisizioni in corso e le acquisizioni di atti mettono pressione anche al Comune di Milano, che da anni investe fortemente nella trasformazione urbana. La giunta Sala, che ha confermato la centralità di Tancredi nel governo delle politiche territoriali, non ha ancora diffuso una posizione ufficiale ma il clamore dell’inchiesta e il coinvolgimento di figure di primo piano costringono l’amministrazione ad affrontare un momento di forte esposizione. All’interno della macchina comunale si moltiplicano le richieste di chiarimenti e si rafforza la tensione tra i dirigenti tecnici, mentre l’opposizione chiede la rimozione immediata dell’assessore e l’apertura di un’indagine interna. La Procura, nel frattempo, prosegue il lavoro con l’obiettivo di chiarire l’intero arco delle responsabilità e dei vantaggi ottenuti illecitamente.

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