Assolombarda: "Frena il PIL della regione ma stime per il 2023 in lieve rialzo"

- di: Daniele Minuti
 
Il Centro Studi di Assolombarda ha pubblicato, sul webmagazine Genio&Impresa, il suo ultimo "Booklet Economia", che evidenzia una crescita dello 0,6% del Prodotto Interno Lordo regionale, in salita rispetto allo 0,3% di tre mesi prima: dato che supera lo 0,4% previsto per l'Italia da Prometeia, anche se lontano dal +4,3% registrato lo scorso anno.

Assolombarda: "Frena il PIL della regione ma stime per il 2023 in lieve rialzo"

La nota specifica: "Il merito è dell’accelerazione del 2022 che ha permesso alla regione di recuperare il terreno perduto nel periodo della pandemia: alla fine dell’anno scorso, il PIL in Lombardia risultava del +3,8% superiore ai livelli del 2019, ben oltre il +0,7% dell’Italia e oltre i benchmark nazionali (+2,3% Emilia-Romagna, +0,7% Veneto, +0,2% Piemonte) ed europei (+0,5% Bayern, -0,3% Baden-Württemberg, -2,3% Cataluña). Con particolare riferimento ai comparti, nell’anno appena concluso, in base ai dati emersi nel documento l’espansione lombarda è stata trainata dalle costruzioni (+10,4% la crescita annua del valore aggiunto) e dai servizi (+4,9%); un contributo positivo è stato fornito anche dall’industria (+1,2%). Sul fronte dell’occupazione, inoltre, la ripresa è ancora parziale, con una distanza dai livelli pre-pandemici del -0,7% del 2022. La crescita del +0,8% annua prevista nel 2023 da Prometeia permetterà, comunque, il pareggio nel corso dell’anno. La cassa integrazione Quanto al mercato del lavoro, a dicembre 2022, le ore autorizzate di cassa integrazione in Lombardia, così come nelle altre regioni-benchmark nazionali, tornano a diminuire, mentre il dato italiano a dicembre raggiunge il valore più alto (44 milioni) da marzo 2022. L’inversione di tendenza di fine anno viene rilevata a Milano, Lodi, Monza e Brianza mentre a Pavia il monte ore cresce toccando quota 0,3 milioni, il dato più alto da maggio 2022. Complessivamente, lo scorso anno in Lombardia sono state autorizzate 83 milioni di ore, un livello doppio rispetto al totale 2019 ma un quinto rispetto al 2021. La fiducia Il rallentamento della crescita economica nel 2023 rispetto all’anno passato trova conferma nei dati di gennaio del clima di fiducia del manifatturiero che, pur in leggera crescita rispetto a dicembre 2022, rimane nel NordOvest su livelli inferiori a quelli registrati tra metà 2021 e metà 2022".

A frenare le esportazioni sono prezzi e costi (fattore che raggiunge la percentuale record del 30%), mentre scende sotto il 12% l'incidenza di chi rileva criticità legate all'allungamento dei tempi di consegna, con bassa percentuale (1,3%) che riscontra problemi di finanziamento per l'export. Salgono di nuovo gli ostacoli alla produzione: il 18% delle imprese manifatturiere del Nord-Ovest lamenta insufficienza di impianti e materiali, il 16,9% insufficienza di domanda, il 5,6% scarsità di manodopera. In controtendenza rispetto al quadro che emerge per l’industria, il settore dei servizi a inizio 2023 rileva, invece, un aumento del clima di fiducia, sia in Italia sia nel Nord-Ovest, recuperando la discesa registrata nella seconda metà del 2022.

Le stime delle imprese per il complesso del 2023 in Lombardia sono contraddittorie: oltre un terzo prevede un peggioramento rispetto al 2022, un terzo un anno in linea col precedente, il 28% migliore. L’inflazione è attesa in discesa quantomeno lieve (per quasi il 40% dei rispondenti tra l’8 e il 9%) o anche in maniera più marcata (per oltre il 30% tra il 5 e il 7%). Uno dei fattori di freno nella corsa dei prezzi è certamente la discesa del costo dell’energia, oggi decisamente sotto i picchi dell’estate scorsa, in relazione al quale le imprese prospettano una stabilità (circa 46%), se non una riduzione (circa 38%) nel corso del 2023.

Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda (nella foto), ha commentato: "Il Pil lombardo rallenterà nel 2023, ma vedremo comunque una crescita, seppur lieve. In questo inizio di anno, migliorano le previsioni legate all’economia del territorio, con i dati che ci restituiscono segnali positivi in termini di fiducia per il prossimo futuro. Quello che serve ora è dare un impulso positivo a una regione che è il motore della crescita dell’intero Paese e che, attraverso le filiere, impatta sull’intero tessuto economico nazionale. Occorre, in primis, sviluppare una politica industriale volta a rafforzare l’innovazione nel manifatturiero, così come è fondamentale completare le infrastrutture strategiche nei modi e nei tempi previsti, con particolare riferimento alle opere legate al Pnrr e alle Olimpiadi di MilanoCortina. Le imprese ci sono e auspicano di poter rafforzare il modello vincente di collaborazione pubblico-privato che contraddistingue, da sempre, il sistema-Lombardia".
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