Borse: il crollo di Wall Street trascina i mercati asiatici, si salva solo Shanghai

- di: Redazione
 
I mercati asiatici sono stati, anche oggi, condizionati dal ribasso di Wall Street, che risente pesantemente dei timori legati alla politica anti-inflazione della Federal Reserve, con il rialzo dei tassi di interesse che potrebbero frenare l'economia americana. Le borse di Tokyo, Hong Kong, Seul e Sydney oggi sono andate in territorio negativo.

Le borse asiatiche trascinate in basso dal crollo di Wall Street

Nella regione la sola eccezione è Shanghai. Scendono i prezzi del petrolio, che però rimangono sopra quota 100 dollari. Nella seduta di ieri l'indice S&P 500 di Wall Street è crollato del 3,2%, toccando il punto più basso in più di un anno. Le misure adottate dalla Fed per raffreddare l'inflazione (che è ai massimi degli ultimi quarant'anni), insieme alla guerra in Ucraina e al rallentamento della macchina produttiva cinese, aumentano le preoccupazioni che questa strategia possa avere ripercussioni negative sull'economia degli Stati Uniti. Il Nikkei 225 di Tokyo ha perso lo 0,9% a 26.074,53 e l'Hang Seng di Hong Kong è sceso del 2,6% a 19.478,31.

L'indice Shanghai Composite ha invece guadagnato lo 0,4% a 3.017,21 dopo che il governo cinese ha annunciato dei provvedimenti (in materia di affitti e di aiuti per le piccole imprese) che si spera possano stimolare la crescita economica. Il Kospi di Seul ha perso l'1,2% a 2.580,95 e l'S&P-ASX 200 di Sydney è sceso dell'1,4% a 7.025,20. Anche i mercati della Nuova Zelanda e del sud-est asiatico hanno registrato arretramenti. A Wall Street, l'S&P 500 è sceso a 3.991,24. Dall'inizio dell'anno, il benchmark di Wall Street ha lasciato sul terreno il 16,8%.

Il Dow Jones Industrial Average è sceso del 2% a 32.245,70. Il Nasdaq Composite è scivolato del 4,3% a 11.623,25. Nei mercati energetici, il greggio statunitense di riferimento è sceso di 2,02 dollari, a 101,07 al barile, nel commercio elettronico sul New York Mercantile Exchange. Il Brent, la base dei prezzi per il commercio internazionale di petrolio, ha perso 2,14 dollari, a 103,80 al barile, a Londra.
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