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Case all’asta, 30.000 unità in meno

- di: Barbara Bizzarri
 
Case all’asta, 30.000 unità in meno

Il mercato delle aste immobiliari in Italia continua a registrare un calo significativo, secondo i dati più recenti diffusi dall’Osservatorio Brick di Berry, startup fintech specializzata in soluzioni per il settore del credito. Nel periodo gennaio-settembre 2024 sono state conteggiate 83.585 aste immobiliari pubblicate sul portale delle vendite pubbliche del Ministero della Giustizia, in netto calo rispetto alle 113.646 registrate nello stesso periodo dell’anno precedente, corrispondente a una flessione del 26%.

Case all’asta, 30.000 unità in meno

Tale riduzione non indica necessariamente una diminuzione di immobili appartenenti a proprietari in difficoltà. Come spiega Berry, infatti, il fenomeno potrebbe riflettere una crescita delle procedure alternative per risolvere le situazioni debitorie, come il saldo e stralcio, che consente al debitore di estinguere la posizione debitoria attraverso un accordo senza arrivare alla messa all’asta dell’immobile. Questa pratica rappresenta spesso un’alternativa preferibile, in quanto evita ai proprietari e ai creditori di affrontare un processo che, nella maggior parte dei casi, viene considerato una soluzione estrema.

Dal punto di vista territoriale, i dati mostrano un quadro eterogeneo: il mercato delle aste nelle principali città italiane ha infatti seguito tendenze differenti. A Roma, il numero di pubblicazioni è rimasto stabile rispetto allo stesso periodo del 2023, ma il prezzo medio di base d’asta è diminuito del 21%, passando da 316.000 a 250.000 euro. Al contrario, Milano ha registrato un aumento del 52% nel numero di pubblicazioni, con un incremento del 12% nel prezzo medio di base, che è salito da 221.000 a 250.000 euro.

A livello regionale, la Lombardia si conferma come la regione con il maggior numero di procedure: il 12,3% delle aste immobiliari italiane (10.272 nuove pubblicazioni) è localizzato in questa regione, anche se il dato rappresenta una diminuzione del 33% rispetto al 2023. Seguono il Lazio con l’11,3% (9.447 avvisi, in calo del 19%) e la Sicilia, dove sono state pubblicate 9.419 aste, con una flessione del 29%.

Il comparto residenziale continua a costituire la maggior parte delle aste, rappresentando il 53% del totale. Secondo Chai Botta, responsabile dell’Osservatorio Brick, il valore medio delle basi d’asta è stabile intorno ai 170.000 euro, nonostante le oscillazioni osservate nelle grandi città. Questo andamento evidenzia come le variazioni nelle aste immobiliari non siano uniformi, ma dipendano da fattori locali e dall’andamento economico delle singole aree.

In sintesi, il calo complessivo delle aste potrebbe indicare una maggiore predisposizione a utilizzare procedure negoziate per la gestione delle difficoltà finanziarie legate agli immobili, riducendo la pressione sulle vendite forzate.

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