Una tecnica di ultima generazione, un’équipe specializzata e un risultato clinico senza complicanze: all’ospedale di Vasto (Chieti) la Cardiologia compie un passo in avanti nell’assistenza ai pazienti con necessità di stimolazione cardiaca. Per la prima volta, il team diretto da Nanda Furia ha eseguito una stimolazione selettiva della branca sinistra, una metodica avanzata di impianto di pacemaker che punta a rendere la stimolazione più naturale e fisiologica rispetto ai sistemi tradizionali.
Pacemaker, svolta a Vasto: nuova stimolazione “selettiva” cambia le cure?
Non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: la differenza sta nel modo in cui il cuore viene “guidato” elettricamente. Invece di attivare il ventricolo in modo artificiale e asincrono, come accade con la stimolazione convenzionale, questa procedura sfrutta il sistema di conduzione naturale del cuore, cercando una risposta più coordinata dei ventricoli.
Come funziona la tecnica: impulso lungo la branca sinistra
La stimolazione selettiva della branca sinistra è descritta come una metodica di ultima generazione perché consente di veicolare l’impulso elettrico lungo la branca sinistra del sistema di conduzione. Il risultato atteso è un’attivazione più fisiologica dei ventricoli, quindi una contrazione più “ordinata” e potenzialmente più efficiente.
Nel caso specifico, la procedura ha determinato un miglioramento della sincronia dell’attività elettrica del ventricolo. L’elettrocardiogramma ha evidenziato una contrazione del cuore più efficiente, con benefici che potrebbero riflettersi sulla funzione cardiaca nel tempo. Un aspetto cruciale, perché l’obiettivo non è solo correggere il problema nell’immediato, ma proteggere il paziente anche nel lungo periodo.
Esito clinico: nessuna complicanza e decorso regolare
L’intervento si è svolto senza complicanze e con ottimo esito clinico. Il paziente è in buone condizioni generali e il decorso post-operatorio risulta regolare. È un elemento che rafforza la portata dell’innovazione: una tecnica avanzata, ma applicata con efficacia e sicurezza, dentro un contesto ospedaliero territoriale.
In sanità, infatti, la vera sfida non è soltanto avere nuove tecnologie: è renderle disponibili e praticabili anche fuori dai grandi poli, portandole dove i pazienti vivono e dove spesso la domanda di cure cresce.
Un lavoro di squadra ad alta specializzazione
La procedura è stata eseguita dall’équipe composta da Nanda Furia, con i cardiologi Daniele Esposto e Nicola Diella, gli infermieri professionali Marzia Sirolli e Graziella Ciffolillo, con il supporto del tecnico di radiologia Diego Russo. Un passaggio che conferma il peso del lavoro multidisciplinare nelle procedure ad alta specializzazione, dove competenze diverse devono incastrarsi con precisione.
“Questa tipologia di impianto può offrire importanti vantaggi per i pazienti – sottolinea Furia – in particolare una stimolazione più naturale del cuore e una possibile riduzione del rischio di deterioramento della funzione cardiaca nel lungo periodo. Il risultato ottenuto rappresenta un traguardo significativo per l’Ospedale di Vasto e per la ASL Lanciano Vasto Chieti, che testimonia la crescita dell’équipe e la volontà di portare anche sul territorio procedure avanzate, finora riservate a centri di riferimento ad alta specializzazione”.
È proprio qui che l’innovazione diventa notizia: non solo per la tecnica in sé, ma per il segnale che manda. La cardiologia di Vasto alza l’asticella e dimostra che la sanità territoriale può essere anche sanità ad alta competenza, quando investe su équipe, formazione e capacità di eseguire procedure che fino a ieri sembravano “solo da grandi centri”.