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Decreto fiscale: via libera dal Senato, la Camera inizia l'esame

- di: Barbara Leone
 
Decreto fiscale: via libera dal Senato, la Camera inizia l'esame
Dopo un lungo iter parlamentare, il Senato ha approvato il decreto fiscale collegato alla manovra finanziaria, dando il via libera con un voto di fiducia: 100 i senatori favorevoli, 46 i contrari e un astenuto. Il provvedimento, che anticipa al 2024 alcune spese per alleggerire di 1,7 miliardi i conti del prossimo anno, è ora all’esame della Camera per la seconda lettura. La scadenza per la conversione è fissata al 18 dicembre, ma il dibattito ha già fatto emergere questioni controverse, come il finanziamento ai partiti politici e la riduzione del canone Rai. Il finanziamento ai partiti è stato uno dei temi più caldi.

Decreto fiscale: via libera dal Senato, la Camera inizia l'esame

Si è tentato di inserire un emendamento per ripristinare il finanziamento pubblico diretto, superando l’attuale meccanismo del 2×1000. L’iniziativa ha però trovato l’opposizione del Quirinale, che ha sollevato dubbi sul metodo, richiedendo una riforma più trasparente e strutturata. Alla fine, il Senato ha approvato un aumento delle risorse del 2×1000 per il 2024, portandole da 25 a 29,6 milioni di euro, con un incremento complessivo di 4,6 milioni. Un altro nodo spinoso ha riguardato il canone Rai. La maggioranza si è spaccata sull’emendamento della Lega che proroga fino al 2025 la riduzione del canone da 90 a 70 euro. Forza Italia, contraria, ha votato contro, sancendo un’insolita sconfitta per il governo su questo punto.

Oltre alle questioni politiche, il decreto introduce una serie di misure significative in ambito fiscale, economico e infrastrutturale. Tra queste, spiccano il rinvio del secondo acconto Irpef, interventi sul payback farmaceutico, fondi per le liste d’attesa sanitarie e investimenti in infrastrutture strategiche. Per i titolari di partita IVA, il secondo acconto Irpef di novembre è stato posticipato a gennaio 2025, con la possibilità di rateizzarlo in cinque rate mensili. La misura riguarda chi ha dichiarato ricavi o compensi non superiori a 170.000 euro nell’anno precedente. Una norma approvata trasversalmente rivede il meccanismo di redistribuzione delle risorse del payback farmaceutico. Finora, la ripartizione seguiva il criterio pro capite, favorendo regioni come la Lombardia. Il nuovo sistema terrà conto anche dello sforamento dei tetti di spesa regionale, introducendo criteri di maggiore equità. Sul fronte sanità, le risorse erogate durante l’emergenza Covid nel 2020 e 2021 e ancora disponibili nei bilanci regionali potranno essere utilizzate fino al 31 dicembre 2025 per ridurre le liste d’attesa nei servizi sanitari. Per quanto riguarda le assunzioni nella Pubblica Amministrazione, Ministeri ed enti locali potranno assumere personale a tempo determinato fino al 31 dicembre 2026 per accelerare il pagamento dei debiti commerciali, contribuendo a snellire la gestione amministrativa.

Il decreto stanzia poi 343 milioni di euro per rafforzare la società in-house del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, creata per gestire le tratte autostradali statali a pagamento. Inoltre, aumenta di 4,7 miliardi di euro il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nell’ambito del programma Transizione 4.0. Le risorse saranno prelevate dal Fondo del patrimonio destinato, rafforzando il sostegno alle imprese che investono in innovazione tecnologica. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha poi autorizzato un anticipo di 50 milioni di euro a Open Fiber per riequilibrare i Piani economici finanziari (Pef) delle concessioni in Lazio, Sicilia e Calabria. L’intervento rientra in un programma più ampio, da 660 milioni di euro, per la banda ultra-larga nelle aree bianche del Paese. Inoltre, il decreto conferma diverse misure già presenti nella versione iniziale, tra cui il rifinanziamento di Rfi e Anas, risorse per l’Ape sociale 2024, fondi per i grandi eventi come il Giubileo e stanziamenti per straordinari delle Forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco. E l’estensione del bonus di Natale a una platea più ampia, grazie all’eliminazione del requisito del coniuge a carico, oltre alla riapertura al 12 dicembre dei termini per aderire al concordato fiscale sono altre novità significative incluse nel provvedimento.

Il decreto passa ora alla Camera per la seconda lettura, con poco tempo a disposizione per eventuali modifiche. Il testo, che mira a bilanciare la necessità di sostegno economico e la gestione dei conti pubblici, ha già acceso un acceso dibattito e si preannuncia come uno dei provvedimenti più rilevanti della manovra finanziaria. L’approvazione definitiva sarà cruciale per garantire l’attuazione delle misure, ma anche per testare la tenuta della maggioranza su temi delicati come il canone Rai e il finanziamento ai partiti, che hanno evidenziato crepe nel fronte governativo.
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