Elezioni Usa 2022: elettori latinos bersaglio di disinformazione anti-Biden

- di: Brian Green
 
Gli Stati Uniti, in molti campi della vita, sono un passo davanti agli altri Paesi, esasperando alcuni aspetti (anche positivamente) o cancellandone altri che, invece, meriterebbero una attenzione alta. Uno di questi campi è quello dell'informazione e di come essa possa essere condizionata, aggiungendo alla normale pratica di comunicare delle distorsioni mirate. Non semplici fake news, ma tasselli di un mosaico molto più vasto, che vuole creare una piattaforma di falsità su cui costruire le fortune di qualcuno o distruggere quelle dell'avversario.
Una interessante inchiesta di Abc ha fatto luce su una vasta campagna di disinformazione mirata soprattutto ai latinos, per condizionarne i giudizi e, quindi, spingerli a votare verso una determinata forza politica (i repubblicani) nelle elezioni che hanno portato Joe Biden alla Casa Bianca.

Usa: lettori latinos condizionati dai media nelle elezioni 2022 vinte da Biden

Il timore dei giornalisti che hanno collaborato all'inchiesta non è assolutamente esagerato o infondato, perché alcuni recenti appuntamenti elettorali potrebbero aver offerto un'anteprima di quella che viene definita ''disinformazione in lingua spagnola'', un problema molto serio in vista delle elezioni di mid term del prossimo anno. Che non si tratti di episodi isolati, che vogliono danneggiare il singolo avversario politico, lo dimostrano i fatti.

Su Facebook, durante la campagna per le presidenziali, dei post diretti ai latinos descrivevano Biden come comunista. Poi, nelle ore in cui si celebrava l'insediamento del nuovo presidente, on line e su radio in lingua spagnola sono state veicolate notizie secondo cui la spilla che indossava Lady Gaga durante la cerimonia era la conferma che Biden stava cospirando con oscure figure straniere della sinistra estrema. Qualcosa di altrettanto inquietante è accaduto in Virginia, nelle settimane che hanno preceduto la recente elezione del Governatore, quando è stata fatta filtrare la notizia - ovviamente campata in aria - che Biden avesse ordinato l'arresto di un padre durante una riunione del consiglio scolastico. Non semplici segnali, dal momento che oggi i democratici temono che l'azione martellante sugli elettori di lingua spagnola possa avere gli effetti visti, lo scorso anno, quando si sono registrate per loro consistenti perdite in aree a forte presenza di latinos e tradizionalmente vicine al partito, come la Florida del sud e la valle del Rio Grande in Texas.

La disinformazione ormai segue linee e strategie codificate e non frutto di improvvisazione tanto che, in vista delle elezioni del 2022, in cui c'è in palio il controllo del Congresso, legislatori, ricercatori e attivisti democratici si stanno preparando per un altro attacco in grande stile di falsità diretto agli elettori di lingua spagnola, lamentando che le piattaforme di social media, che spesso ospitano queste menzogne, non sono preparate per contrastarle.

Gli esempi ormai si ripetono in occasione di ogni elezione. Nel New Jersey, dopo che il democratico in carica Phil Murphy ha vinto, video in lingua spagnola hanno falsamente affermato che il voto era truccato, nonostante la totale assenza di qualche prova di frode elettorale.
Ogni occasione è buona per dare corpo a disinformazione sulla base di notizie totalmente false, come quelle costruite su un fatto vero (come ad esempio un arresto), ma del quale vengono date giustificazioni che portano ad accuse contro i democratici. Tra le notizie false più ricorrenti ci sono quelle rivolte verso alcuni esponenti democratici accusati di essere socialisti o comunisti. Diego Groisman, analista di ricerca presso il progetto Cybersecurity for Democracy della New York University, ha detto che durante le elezioni del 2020 lui ha segnalato annunci su Facebook rivolti agli elettori latini in Texas e Florida che descrivevano Biden come un "comunista".

Una stratega democratica ha osservato che i modelli di disinformazione alimentano intenzionalmente "la paura nelle comunità di lingua spagnola". Delicato il ruolo delle società che gestiscono le piattaforme social, spesso accusate di non attuare i necessari controlli sui contenuti, nel senso che vengono rimossi molti post in lingua inglese, mentre non viene posta la stessa attenzione per quelli in spagnolo.

Ecco un esempio: lo scorso anno Instagram e Facebook hanno vietato "#plandemic", un hashtag associato a un video pieno di teorie del complotto COVID-19. Eppure gli utenti diffondevano disinformazione sulle piattaforme utilizzando "#plandemia", la versione spagnola dell'hashtag, fino al mese scorso.
Un'analisi dell'anno scorso fatta da un gruppo che traccia la disinformazione online, ha scoperto che Facebook non è riuscito a segnalare il 70% della disinformazione in lingua spagnola che circonda COVID-19 rispetto a solo il 29% di queste informazioni in inglese. Alexandra Ocasio-Cortez, rappresentante democratica di New York, una delle più ascoltate voci del fronte progressista ha twittato: "Le campagne di disinformazione in lingua spagnola stanno assolutamente esplodendo su piattaforme di social media come Facebook, WhatsApp''.
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