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Scuola, stop all’Imu per le paritarie: chiarito il regime fiscale nella legge di Bilancio 2026

- di: Anna Montanari
 
Scuola, stop all’Imu per le paritarie: chiarito il regime fiscale nella legge di Bilancio 2026

Via libera definitivo all’esenzione Imu per le scuole paritarie. Con l’approvazione in Senato della norma inserita nella legge di Bilancio 2026, che introduce l’articolo 134-bis, viene chiarito in modo strutturale il regime fiscale applicabile agli immobili utilizzati dagli istituti paritari. Una misura che ha un impatto rilevante non solo sul piano giuridico, ma anche su quello economico e finanziario di un comparto che rappresenta una componente significativa del sistema scolastico nazionale.

Scuola, stop all’Imu per le paritarie: chiarito il regime fiscale nella legge di Bilancio 2026

La disposizione interviene attraverso un’interpretazione autentica della normativa vigente, stabilendo che le attività didattiche svolte dalle scuole paritarie devono essere considerate attività non commerciali, ai sensi della legge n. 62 del 2000, quando il corrispettivo medio richiesto alle famiglie è inferiore al costo medio per studente (Cms) definito annualmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. In questi casi, scatta il pieno accesso all’esenzione dall’Imu, in coerenza con il principio di parità scolastica.

Dal punto di vista economico, il chiarimento elimina un’area di incertezza che per anni ha inciso sui bilanci degli istituti, spesso esposti a richieste fiscali elevate e non sempre omogenee sul territorio.

La reazione delle scuole paritarie
Agidae (Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica) accoglie la norma con «profonda soddisfazione». Secondo l’associazione, l’approvazione dell’articolo 134-bis consente di superare una situazione di instabilità che si trascinava da oltre vent’anni. Il presidente di Agidae, padre Francesco Ciccimarra, parla di un «diritto sacrosanto» finalmente riconosciuto e ringrazia il governo guidato da Giorgia Meloni, in particolare il viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, per aver affrontato la questione con «rigore giuridico e responsabilità istituzionale».

Effetti su contenziosi e sostenibilità
Negli anni, l’assenza di una definizione chiara del regime Imu ha alimentato un numero elevato di contenziosi tributari e civili, con esiti spesso incerti. Dal punto di vista economico, questi contenziosi hanno rappresentato un costo diretto e indiretto per le scuole paritarie, incidendo sulla loro capacità di programmazione finanziaria e, in molti casi, contribuendo alla chiusura degli istituti più fragili.

La norma approvata riduce sensibilmente il rischio legale e amministrativo, migliorando la prevedibilità dei costi e la sostenibilità economica delle strutture scolastiche. Un aspetto rilevante in un settore che opera con margini limitati e che svolge un servizio pubblico senza gravare integralmente sulla finanza statale.

Impatto sul sistema scolastico
Dal punto di vista del sistema Paese, il chiarimento sull’Imu rafforza il ruolo delle scuole paritarie come parte integrante del sistema scolastico nazionale. Questi istituti contribuiscono ad assorbire una quota significativa della domanda educativa, generando un risparmio strutturale per la spesa pubblica rispetto al costo che lo Stato sosterrebbe per l’istruzione degli stessi studenti nelle scuole statali.

In quest’ottica, l’esenzione Imu assume anche una valenza economica indiretta: sostenere la tenuta delle scuole paritarie significa preservare un equilibrio complessivo del sistema educativo e limitare pressioni future sulla finanza pubblica.

Una misura di stabilizzazione
Secondo Agidae, con l’approvazione della norma «si rimargina una ferita profonda», restituendo coerenza normativa a un principio già sancito dalla legge sulla parità scolastica. Dal punto di vista economico, l’intervento può essere letto come una misura di stabilizzazione: riduce l’incertezza regolatoria, migliora le condizioni di operatività degli istituti e rafforza la libertà di scelta educativa delle famiglie.

Resta ora da valutare l’impatto complessivo sul gettito locale e le modalità applicative nei diversi comuni, ma il quadro normativo appare finalmente definito, ponendo fine a una lunga stagione di ambiguità che ha pesato sui bilanci e sulle prospettive del settore.

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