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Turismo del vino: degustazioni in crisi, spazio a festa e convivialità

- di: Marta Giannoni
 
Turismo del vino: degustazioni in crisi, spazio a festa e convivialità
Il settore cambia passo: basta solo vini e assaggi, benvenute esperienze sociali e digitali.

(Foto: Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento turismo del vino).

Enoturismo in trasformazione: dal bicchiere alla convivialità

Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento turismo del vino, riflette su il prestigioso Gambero Rosso sui mutamenti recenti dell’enoturismo italiano. La presidente sottolinea che le degustazioni guidate — un tempo cuore pulsante dell’esperienza in cantina — stanno perdendo appeal. Al loro posto, emergono esperienze più dinamiche e sociali, in cui il vino diventa pretesto per gioia, musica e nuove amicizie.

Le sfide del contesto economico e generazionale

Il quadro delle cantine nell’Italia post-pandemica mostra un turista interno più attento alla spesa, insieme a un calo dei visitatori statunitensi: un doppio colpo che pesa sulle vendite dirette di vino. Il prezzo medio per un’esperienza enoturistica è ormai superiore ai 20 €, una cifra che mette fuori gioco la Gen Z e i Millennial; inoltre, molte cantine restano chiuse nel weekend, soprattutto la domenica, quando il tempo libero dei giovani è più disponibile, creando un ulteriore ostacolo, soprattutto nel Sud Italia.

A conferma del problema dell’accessibilità per i più giovani, un report del 2024 evidenzia che la Gen Z ha rappresentato solo il 28,8 % delle prenotazioni, in calo dal 32,2 % del 2023. Un gap che riflette barriere operative, mancanza di flessibilità nei format, scarsa comunicazione digitale e preload organizzativi — tutte criticità che allontanano questo target “Pur essendo digitalizzati, curiosi e attenti ai valori di autenticità e sostenibilità”, evidenzia il report 2024.

Il Sud Italia modello di innovazione conviviale

Lo studio 2025 del Centro Studi Enoturistici e Olioturistici (Ceseo) dell’Università Lumsa analizzato dal Movimento turismo del vino mostra un modello vincente al Sud: le cantine integrano assaggi di vini e cibi di qualità con convivialità e comunicazione digitale, un format perfetto per attrarre giovani appassionati e neofiti.

L’estate a Calici di stelle: pizza, vino e aperture stellari

L’evento estivo Calici di stelle (andato avanti fino al 24 agosto scorso) è emblematico della nuova via. Quest’anno in cantine e piazze italiane ha unito vino e pizza — grazie ai pizzaioli napoletani veraci riconosciuti dall’UNESCO nel 2017 — in un mix di gusto e leggerezza sotto il cielo stellato: un’esperienza capace di far innamorare, più di una semplice degustazione.

Numeri che contano: la crescita (ma anche i costi) dell’enoturismo

Un’analisi del Ceseo su un campione di 237 cantine conferma che l’enoturismo è in crescita: nel 2024 il 53 % delle cantine ha aumentato il fatturato, e il 24 % ha registrato incrementi a doppia cifra. Tuttavia, a preoccupare è l’aumento dei costi: l’81 % delle aziende segnala rincari, che erodono i margini; in alcuni casi, l’incremento supera il 25 %.

Lo studio mette in luce anche una limitata diversificazione delle esperienze: visite e degustazioni restano il core (73 %), ma solo il 29 % delle cantine integra pasti, e una minima parte propone pernottamenti. Eppure le attività più innovative sono già realtà per alcune: il 25 % propone cene con il produttore, il 20 % corsi di cucina, ma solo il 3 % offre esperienze wellness.

Violante Gardini Cinelli Colombini sottolinea sul Gambero Rosso: l’obiettivo ora è utilizzare eventi come Cantine Aperte 2025 per mostrare l’offerta diversificata delle cantine — pensata non solo per i wine lovers nostalgici, ma per chi cerca benessere, natura e condivisione in famiglia.

Verso il futuro: serve innovazione e apertura

Le parole finali di Gardini Cinelli Colombini sono un invito chiaro: è tempo di cambiare registro, investendo in format digitali, orari flessibili, esperienze emozionali e inclusive. Le degustazioni non bastano più: serve fare del vino il catalizzatore di esperienze appaganti, sociali e autentiche.

In sintesi, l’enoturismo cambia volto: non più solo vino, ma vini che raccontano, convivono, ispirano. Il futuro è nelle esperienze che uniscono pubblico giovane, digital savvy, atmosfere sociali — con prezzi onesti, apertura nei weekend e tanta creatività.

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