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Ue verso la supervisione unica dei mercati: Esma pronta ad assumere il controllo delle infrastrutture finanziarie europee

- di: Anna Montanari
 
Ue verso la supervisione unica dei mercati: Esma pronta ad assumere il controllo delle infrastrutture finanziarie europee

L’Esma, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, è il regolatore che garantisce stabilità, trasparenza e tutela degli investitori in tutta l’Unione. Coordina le autorità nazionali, come la Consob in Italia, e armonizza le regole per evitare differenze tra Paesi che possano creare vantaggi competitivi ingiustificati. Con la riforma proposta dalla Commissione europea, l’Esma si prepara ad assumere un ruolo ancora più incisivo nella supervisione delle infrastrutture strategiche dei mercati.

Ue verso la supervisione unica dei mercati: Esma pronta ad assumere il controllo delle infrastrutture finanziarie europee

Bruxelles punta a centralizzare la supervisione su piattaforme di negoziazione, depositari centrali di titoli e controparti centrali di compensazione, considerati i nodi più sensibili per il buon funzionamento del sistema finanziario europeo. In questo perimetro rientrerebbero anche gli operatori che offrono servizi in cripto-attività, un settore in rapida espansione che richiede controlli uniformi e standard elevati in termini di sicurezza e trasparenza.

Gli effetti per il mercato italiano
Per l’Italia, il cambiamento più significativo riguarda Borsa Italiana, che passerebbe sotto vigilanza diretta dell’Esma. La Consob manterrebbe invece le competenze legate all’enforcement, come il contrasto agli abusi di mercato, le manipolazioni, l’insider trading e la gestione delle sospensioni temporanee delle negoziazioni. Resterebbe nazionale anche la supervisione su fondi comuni e società di gestione del risparmio, che non rientrano nel perimetro della riforma.

La logica economica della centralizzazione
Secondo la Commissione, un sistema di vigilanza più accentrato riduce la frammentazione normativa e contribuisce alla creazione di un mercato dei capitali realmente integrato. Una supervisione uniforme, infatti, evita arbitraggi regolatori e rafforza la fiducia degli investitori, migliorando la competitività europea in un contesto globale caratterizzato da movimenti di capitali sempre più rapidi e da prodotti finanziari sofisticati. La spinta verso l’unificazione nasce anche dalla consapevolezza che le infrastrutture finanziarie operano ormai su scala sovranazionale e richiedono un presidio coordinato.

Verso una nuova architettura dei controlli
La proposta dovrà ora essere esaminata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, che definiranno eventuali modifiche e tempi di applicazione. Se approvata, segnerà un passaggio importante nel processo di integrazione finanziaria dell’Unione, ridisegnando il rapporto tra autorità europee e autorità nazionali. Per gli operatori, ciò significherà un quadro più prevedibile e omogeneo; per i mercati, un livello di supervisione più coerente e adatto alla dimensione europea delle infrastrutture finanziarie.
È un cambiamento che, se attuato, ridefinirà il modo in cui l’Europa vigila sui suoi mercati: meno frammentazione, più coordinamento e una maggiore centralità dell’Esma nella costruzione della futura Unione dei mercati dei capitali.

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