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Audiovisivo, allarme Uil: "Troppi tagli, le produzioni vanno via"

- di: Barbara Bizzarri
 
Audiovisivo, allarme Uil: 'Troppi tagli, le produzioni vanno via'

Il leit motiv dell’incontro che si è svolto in Piazza Torre Guevara a Potenza come parte del programma della "Carovana Uil" e che ha visto la partecipazione di rappresentanti dei lavoratori, delle imprese, di professionisti dell’audiovisivo e di associazioni impegnati a fronteggiare le crescenti difficoltà occupazionali, si potrebbe riassumere nella volontà di mettere al sicuro il comparto. A coordinare il dibattito, Antonello Faretta, regista e produttore lucano. Tra i relatori Salvo Ugliarolo, segretario generale Uilcom; Roberto Corirossi, responsabile Uilcom produzione culturale; Corrado Azzolini, presidente Confartigianato Cinema e Audiovisivo; e Alberto Amato, presidente dell'Associazione Italiana Tecnici del Suono. In collegamento da remoto, Dario Indelicato del comitato "Siamo ai titoli di coda" e Raffaele Buranelli, presidente del Registro Attori Italiano (RAAI).

Audiovisivo, allarme Uil: "Troppi tagli, le produzioni vanno via"

Durante l’incontro, Ugliarolo ha evidenziato come la recente manovra finanziaria abbia colpito il settore con tagli significativi, tra cui una riduzione del "tax credit" e dei budget disponibili per le produzioni audiovisive, portando molte produzioni italiane e straniere a interrompere i lavori o a spostarsi altrove. Secondo Ugliarolo, senza certezza nei fondi pubblici e nei contributi di settore, il comparto potrebbe trovarsi in crisi occupazionale a partire dal 2025, con molti lavoratori senza ammortizzatori sociali e rischiando la perdita dell'anno contributivo.

Indelicato ha denunciato il crescente numero di lavoratori del comparto senza occupazione e prospettive, a causa della gestione normativa e dei decreti ministeriali in materia di cine-audiovisivo. Vincenzo Tortorelli, segretario regionale Uil, ha ricordato i dati sul Sistema Produttivo Culturale della Basilicata: il settore ha registrato nel 2023 un valore di 461 milioni di euro e impiega complessivamente 8.438 lavoratori, contro le 8.200 unità del 2022, rappresentando il 3,4% del valore aggiunto della regione. Il comparto culturale e creativo "core" nella regione genera 184 milioni di euro e 3.900 posti di lavoro, mentre il settore "creative-driven" produce 277 milioni di euro con 4.535 occupati, in aumento rispetto all'anno precedente.

L'incontro ha portato alla proposta di una maggiore visibilità e tutela per i cosiddetti "lavoratori fantasma" del settore, avanzata dal sindacato in dialogo con Faretta e da Ugliarolo, che ha chiesto un tavolo di confronto con il neoministro della Cultura, Alessandro Giuli, e altre organizzazioni sindacali per affrontare l’aumento della disoccupazione nel comparto cinema e spettacolo nel 2024.

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