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L’energia del futuro passa per le reti di distribuzione elettrica: investimenti europei verso i 65 miliardi l’anno entro il 2050

- di: Barbara Bizzarri
 
L’energia del futuro passa per le reti di distribuzione elettrica: investimenti europei verso i 65 miliardi l’anno entro il 2050

L’energia globale è in piena trasformazione, trainata dalla rapida crescita delle fonti rinnovabili, principalmente solare, che potrebbe coprire quasi la metà della domanda energetica entro il 2030. Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), l’uso dell’elettricità è cresciuto il doppio rispetto alla domanda energetica globale nell’ultimo decennio, trainato dalla Cina, e continuerà ad accelerare per raggiungere obiettivi climatici nazionali e globali.

L’energia del futuro passa per le reti di distribuzione elettrica

La rivoluzione energetica esige infrastrutture elettriche capaci di sostenere un crescente fabbisogno di energia. In Europa, gli investimenti per modernizzare le reti di distribuzione elettrica potrebbero arrivare a 65 miliardi di euro all’anno entro il 2050, raddoppiando rispetto ai valori attuali. L’Unione Europea, con il Green Deal e il programma “Fit for 55”, ha stabilito obiettivi vincolanti di neutralità carbonica entro il 2050, richiedendo che il vettore elettrico copra il 60% dei consumi finali europei, contro il 22% del 2022. Per raggiungere questi traguardi, Bruxelles prevede di raddoppiare il tasso annuale di installazione delle fonti rinnovabili (Fer) rispetto agli ultimi cinque anni.

In Italia, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec), aggiornato a giugno 2024, fissa per il 2030 un obiettivo di installazione annua di oltre 9 gigawatt (GW) di capacità Fer, 6,7 volte i valori del 2021 e tripli rispetto al 2022. Tuttavia, l’attuazione di questi obiettivi dipenderà dall’adattamento della rete di distribuzione, con la previsione di investimenti di circa 6 miliardi di euro all’anno nei prossimi dieci anni, triplicando la media di 2,6 miliardi annui registrati tra il 2018 e il 2023.

Uno studio congiunto di The European House Ambrosetti e Enel, intitolato “Il ruolo della distribuzione elettrica per una transizione sicura”, evidenzia che tali investimenti attiveranno benefici economici e occupazionali: si stima un impatto diretto, indiretto e indotto di oltre 13 miliardi di valore aggiunto all’anno (circa lo 0,7% del Pil), generando oltre 170 mila posti di lavoro e 12 miliardi di redditi annuali per le famiglie italiane.

La rete di distribuzione sarà cruciale per gestire l’incremento degli impianti distribuiti: il 70-75% della capacità Fer addizionale al 2030 in Italia sarà connesso alla rete di distribuzione, supportando anche il ruolo crescente dei “prosumer” – consumatori e produttori di energia. Solo nel 2023 sono state effettuate oltre 370 mila nuove connessioni, sette volte il numero di dieci anni fa.

Infine, lo studio confronta le performance delle reti di distribuzione italiane con quelle di altri principali paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito). La rete italiana, seconda solo a quella tedesca per capillarità, si estende per 1,3 milioni di chilometri, con una densità di 2,17 km ogni 100 abitanti, mentre la rete tedesca, la più capillare, si estende per circa 1,9 milioni di chilometri, pari a 2,26 km ogni 100 abitanti.

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