La difficile rincorsa di Berlusconi, Forza Italia arranca nei sondaggi

- di: Diego Minuti
 
Confessiamolo: un po' tutti quelli che seguono, anche distrattamente, le vicende politiche, ma magari masticano qualcosa di strumenti di comunicazione e sanno fare di conto, quando hanno sentito dire a Silvio Berlusconi che Forza Italia sarebbe andata alle elezioni oltre la soglia del 20 per cento, hanno pensato all'ennesima stravaganza di un signore in età avanzata, che ama ancora scherzare, senza per questo doverlo fare sempre con le barzellette. Ed invece l'ex Cavaliere è convinto e continua a promuovere sé stesso e il suo partito seguendo però la solita liturgia, fatta di promesse e sogni, spacciati come ad un passo dal realizzarsi. E se si lancia anche in strumenti di comunicazione che gli dovrebbero essere un po' alieni, come Tik Tok, l'effetto è sconcertante perché il signore in video che parla con linguaggio adolescenziale ha più di 85 anni, che non si possono nascondere, nemmeno con tinture e cerone.

Forza Italia arranca nei sondaggi

Tutti gli sforzi encomiabili che sta spendendo non sembra sortire gli effetti voluti perché i sondaggi, quasi unanimemente (ad eccezione di qualcuno ''di area''), danno Forza Italia in crisi di consensi. Questo, si potrebbe dire, ci può anche stare perché, senza andare troppo lontano, la stessa Lega sta combattendo per evitare che il suo calo di consensi si traduca in una disfatta. Eppure Salvini, pur mostrando sicurezza, non fa discorsi di percentuali, sapendo che solo le urne daranno una risposta ai sogni di tanti.

Volendo fare una analisi, sebbene grossolana, di quando sta accadendo in Forza Italia, si potrebbe dire che il partito paga pesantemente il complesso di Urano che sembra accompagnare sempre, sin dal suo esordio sulla scena politica, Silvio Berlusconi che ha saputo creare dei seguaci spesso in posa idolatrante, ma non certo degli eredi o delfini, che dir si voglia. Il perché questa accada potrebbe trovare più d'una spiegazione e tutte plausibili. Se poi ci si mettono anche le faide che si sono scatenate in Forza Italia, si capisce che l'impresa che Berlusconi si è proposta è improba. Non si può negare che oggi, a quasi trent'anni dall'avvedersi d'essere un unto del Signore e, quindi, dall'essere stato obbligato a scendere in campo per evitare all'Italia della Cecoslovacchia o dell'Ungheria di finire sotto i cingoli dei carri armati russi T-34, Berlusconi è quasi costretto ad andare in tv, a telefonare, a registrare video per tenere in piedi la baracca. Solo che il 2022 non è il 1994 e le cose che diceva allora - e che gli consentirono di vincere - oggi sono coperte dalla polvere degli anni e non possono avere gli effetti di prima.

D'altra parte, per un personaggio che ha fatto le sue fortune (ma anche quelle di molti altri) fidando solo su sé stesso e sulla sua geniale inventiva è difficile resettarsi e ripartire, magari rendendosi conto che gli italiani sono cambiati e che per convincerli non basta più la promessa di dare loro la dentiera gratis, di alzare la pensione a chi ce l'ha e di darne una  a chi non l'ha mai avuta, di costruire opere gigantesche, di tagliare le tasse. E non fanno nemmeno più ridere le storielle che racconta e che non strappano più nemmeno un sorriso. La gente ormai non ci crede più. La stanchezza sul volto di Berlusconi si vede tutta e nemmeno la valentia di truccatori e maestri della telecamera cancella l'evidenza di un uomo che forse vorrebbe essere da tutt'altra parte. Anche il fatto di tirare fuori i soliti aneddoti, magari arricchendoli di nuovi particolari, che spesso li fanno diventare irreali, è un segnale che il tempo passa, per tutti. E si vede.
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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2022
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