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Fincantieri: al via il progetto "Sciamano"

- di: Barbara Bizzarri
 
Fincantieri: al via il progetto 'Sciamano'
Il mercato italiano dei droni marini e subacquei è in forte espansione, raggiungendo nel 2023 un valore di 76,2 milioni di euro, in aumento rispetto ai 63,4 milioni stimati nel 2022, e con una previsione di crescita fino a 203,9 milioni entro il 2030, secondo i dati dello studio di PwC presentato al Sea Drone Tech Summit di Roma. Entro il 2030, il comparto dei robot sottomarini (UUV - Unmanned Underwater Vehicles) potrebbe toccare i 138,1 milioni di euro, mentre le imbarcazioni di superficie senza equipaggio (USV - Unmanned Surface Vessel) potrebbero arrivare a 65,8 milioni.

Fincantieri: al via il progetto "Sciamano"

Sul fronte militare, Fincantieri ha presentato il progetto "Sciamano", la prima nave porta-droni per la Marina Militare italiana, ideata per il lancio e recupero di droni aerei senza pilota, ad ala fissa o rotante. La "Sciamano Drone Carrier" (SDC) servirà per missioni di ricognizione, sorveglianza e attacco di postazioni nemiche tramite operazioni di saturazione, ossia un’intensiva concentrazione di potenza di fuoco su un’area specifica. Il progetto è finanziato dal Piano nazionale di Ricerca militare del 2022 e prevede una piattaforma con sistemi di comando e controllo per la gestione degli sciami di droni, strutture di lancio e recupero in mare (LARS) e per l’imbarco e gestione dei mezzi. Anche altri Paesi, come Spagna, Turchia, Cina e Stati Uniti, stanno sviluppando porta-droni, mentre l’Iran ha già convertito una nave mercantile nella porta-droni "Shaihd Bagheri". In Italia è già in corso un programma da 200 milioni per dotare le fregate Fremm e i pattugliatori di droni ad ala fissa e rotante.

A livello mondiale, il mercato dei veicoli e robot acquatici crescerà dai 7,9 miliardi di euro nel 2024 ai 18,6 miliardi entro il 2030. PwC indica che questa espansione italiana è favorita dall'istituzione del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS) della Marina Militare a La Spezia e dall’emanazione di quattro bandi di ricerca per innovazioni sottomarine in collaborazione con partner pubblici e industriali. Inoltre, si prevede l’impiego di 500 milioni di euro in dieci anni da parte di diversi ministeri, tra cui quelli delle Imprese, del Made in Italy, dell’Università e della Ricerca, delle Politiche del Mare, dell’Economia e delle Finanze.

Il rapporto evidenzia che, attualmente, l’Italia investe più nei droni marini per scopi commerciali rispetto a quelli militari. I campi d’impiego commerciale includono pesca, posa e monitoraggio di cavi sottomarini, esplorazione scientifica, ispezione degli scafi navali, monitoraggio di impianti eolici off-shore e piattaforme petrolifere, e mappatura di parchi archeologici subacquei. Il valore dei droni utilizzati per usi commerciali in Italia è stato di 55,5 milioni di euro nel 2023, con una stima di 145,1 milioni per il 2030; nel settore della difesa, i droni avevano un valore di 20,7 milioni nel 2023 e potrebbero raggiungere i 58,9 milioni entro il 2030.

L’impiego dei droni subacquei è spesso integrato con natanti di superficie senza equipaggio per il monitoraggio della qualità delle acque, la sorveglianza costiera e rilievi idrografici. Inoltre, droni aerei vengono utilizzati per attività di intelligence, ricerca di inquinanti e operazioni di soccorso in mare.

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