Inclusiva, digitale e sostenibile: ecco come sarà l’impresa innovativa del futuro

- di: Barbara Leone
 
In un mercato sempre più competitivo, le aziende hanno compreso che la collaborazione con le startup, realtà portatrici di soluzioni che permettono alle aziende di sviluppare nuovi business e contemporaneamente di aumentare l'efficienza operativa, non comporta solo ispirazione. Ma vera innovazione. Ecco perché risulta importante per imprese e grandi organizzazioni (Corporate) modificare i propri mindset aziendali ed abbracciare la cultura dell’imprenditorialità (Entrepreneurship), scoprendo l’importanza di investire sull’innovazione e su percorsi di open innovation al fine di raggiungere obiettivi strategici e nuovi modelli di business. Stando a quanto è emerso dall’annuale evento “Corporate Entrepreneurship. From New Normal to New Future” firmato Gellify (innovation factory globale che integra strategia, design e tecnologia, supportando la crescita delle organizzazioni dalla visione all'esecuzione attraverso la sua "purple way”) a fronte del calo della percentuale delle startup che hanno raggiunto la valutazione dell’unicorno tra il 2020 e il 2021 (passando da un +500% a un -80%), vi è stato un picco di rientro di capitale investiti in Venture Capital per un valore di quasi 12mld di dollari.

Inclusiva, digitale e sostenibile: ecco come sarà l’impresa innovativa del futuro

L’analisi dei trend per il Venturing 2023, presentata da Michele Giordani, Chief of Strategy, Client & Ecosystem and Founder di Gellify, si è focalizzata su tre ingredienti ritenuti fondamentali per l’Impresa del futuro: i giovani talenti, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità. Il capitale umano, soprattutto all’interno delle aziende più tradizionaliste, risulta essere uno degli elementi più rilevanti per fare “entrepreneurship” e va, quindi, coltivato e valorizzato a partire dalla formazione; così come la tecnologia che è e sarà uno strumento imprescindibile per il rinnovamento in chiave 4.0 dei processi industriali, la rielaborazione degli asset aziendali e, conseguentemente, il ritorno economico. Le proiezioni per il 2023 si prospettano positive anche per le startup che troveranno nel nuovo anno un terreno fecondo per il loro sviluppo, come dichiarato anche da Alec Ross, New York Times best-selling author and Distinguished Adjunct Professor at University of Bologna Business School, nel corso del suo intervento all’evento.

L’accademico, che in passato ha ricoperto la carica di Senior Advisor for Innovation per Hillary Clinton e di coordinatore del comitato di Technology & Media Policy nella campagna presidenziale del 2008 di Barack Obama, ha prospettato una capitalizzazione mondiale in startup e tecnologia in crescita dai 42mld del 2022 a 75mld di dollari per il 2023-24 e ha affermato che la chiave del successo sia per le piccole che per le grandi realtà saranno l’eterogeneità delle idee, l’audacia nel portarle alla luce e gli spazi per metterle in atto: è questa l’autentica attitudine imprenditoriale che le aziende dovranno accogliere se vorranno essere davvero innovative. I temi dell’open innovation aziendale e imprenditoriale, fil-rouge dell’evento organizzato da Gellify, sono strettamente connessi anche alla sostenibilità e all’energy crunch. In linea con l’appena conclusa COP27, la conferenza organizzata dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, è fondamentale che le imprese riorganizzino i loro modelli di business in ottica green e Esg, superando l’attuale quota dell’8% fino ad un potenziale 28% per il 2026. Stando ai dati riportati da una ricerca di Schroders, infatti, sembra che i criteri ESG, e in generale quelli ambientali, influiscano non solo sui costi e le opportunità di business delle Company, ma anche sulla loro brand reputation e sul potenziale competitivo.

In tale contesto, dallo speech di Maurizio Preziosa, Group Managing Director di Spirax-Sarco è emersa ancora l’importanza delle strategie sostenibili in direzione del Net-zero attraverso la riduzione dei livelli di CO2. In particolare, investire in processi di decarbonizzazione, fruttando il grande potenziale delle nuove tecnologie, sarà la chiave di volta per le grandi organizzazioni per avere non soltanto un ritorno di capitale nel lungo periodo, ma anche un impatto positivo sul futuro del nostro pianeta: accelerare l’innovazione, quindi, la transizione energetica. L’annuale Corporate Entrepreneurship ha visto la partecipazione online di 31 tra accademici e manager di grandi aziende con esperienza nel Corporate Venture Capital, nell'Entrepreneurship e Venture Building e nei settori dell’Energy Utilities, Manufacturing and Services del calibro di: Carlo Alberto Carnevale Maffè, Professor of Strategy presso Università Bocconi; Paolo Taticchi, Professor in Strategy and Sustainability & School Deputy Director presso Ucl School of Management; Alberto Marchi, Strategic Advisor & Member CdA per Enel; Dario Mancini, Regional Manager, Italy and Emea Emerging Markets at Waze; Fabio Vaccarono, President, Ceo and General Manager of Multiversity, President and Ceo of Pegaso, Università Telematica Pegaso, Pegaso Management and Universitas Mercatorum e Former Vice President at Google, Managing Director at Google Italy, and member of Google Emea Management Board; Marco Taisch, Professor in Sustainable Manufacturing, Digital Manufacturing, and Operations Management al Politecnico di Milano e Stefano Molino, Senior Partner, Head of Accelerators Fund National Innovation Fund per Cdp Venture Capital Sgr; oltre a Francesco Ferri, Managing Partner & Chief of Sales di Gellify e Lucia Chierchia, Market Ambassador & Chief of Oi Ecosystems di Gellify, InspiringFifty, Advisory Board del Politecnico di Milano, Founding Member presso Bologna Business School e Jury per European Innovation Council, moderatori dei panel delle due giornate.

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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2022
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