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Focus su aumenti detassati, editoria, Rai e condono

- di: Matteo Borrelli
 
Focus su aumenti detassati, editoria, Rai e condono
Faro acceso su alcune novità economiche e sociali approvate dalla Commissione bilancio.

La manovra economica italiana per il 2026 sta facendo discutere: tra aumenti di stipendio detassati, tagli alla Rai, fondi per l’editoria e tensioni politiche sul condono edilizio, il testo approvato in Commissione bilancio ha raccolto una valanga di novità e commenti da più parti.

Aumenti di stipendio “super-agevolati” fino a 33mila euro

Una delle misure più rilevanti riguarda la tassazione favorevole sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali. Con un subemendamento firmato da Lega e Fratelli d’Italia, la flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio è stata estesa ai contratti rinnovati nel 2024 e non più solo a quelli futuri. E non solo: la platea dei beneficiari viene ampliata aumentando il limite di reddito da 28mila a 33mila euro annui.

In pratica, il governo punta a dare un beneficio fiscale diretto alla classe media coinvolta nei rinnovi contrattuali, dal terziario al settore ferroviario, fino ai metalmeccanici e al tessile-moda. Analisti e sindacati sottolineano che questo può tradursi in un maggiore potere d’acquisto per molte famiglie italiane nel 2026.

Il capitolo editoria e cinema

In una fase di grande fermento politico, il testo originario sul fondo per l’editoria ha subito modifiche. È stato confermato uno stanziamento di 60 milioni di euro per il 2026 a sostegno dell’editoria tradizionale, con l’obiettivo di aiutare quotidiani e stampa locale di fronte alla competizione delle piattaforme digitali globali.

Anche il settore cinema ha visto un ridimensionamento dei tagli: rispetto alla proposta iniziale di una riduzione di 150 milioni, la cifra si è fermata a circa 90 milioni dopo le pressioni di registi, attori e associazioni culturali.

Rai, tagli più leggeri del previsto

Tra le novità approvate dalla Commissione spicca anche la modifica dell’assetto dei finanziamenti pubblici alla Rai: la riduzione delle risorse provenienti dal canone, inizialmente prevista su tre anni, è stata contenuta e si concentra solo sul 2026, con un taglio di circa 10 milioni di euro complessivi, molto inferiore ai 30 milioni ipotizzati nei giorni scorsi.

Il caso del condono edilizio

Altro tema caldo è stato quello del condono edilizio. Un emendamento che avrebbe riaperto i termini della sanatoria del 2003 è stato contestato dalle opposizioni e alla fine trasformato in un semplice ordine del giorno. La maggioranza ha così evitato una spaccatura interna, ma il tema continua a essere oggetto di tensioni politiche.

Altre misure della manovra 2026

  • Riduzione dell’IRPEF per il ceto medio: il secondo scaglione di reddito vedrebbe l’aliquota scendere dal 35% al 33%, alleggerendo il carico fiscale per i redditi fino a €50.000.
  • Stop a certi vantaggi pensionistici, con la cancellazione di possibilità di cumulo della previdenza complementare per l’accesso alla pensione anticipata.
  • Incentivi per famiglie, come bonus libri scolastici ed esenzioni Imu per scuole paritarie, per ISEE sotto soglie specifiche.
  • Misure sulla previdenza complementare per neo-assunti e flessibilità nel Tfr.

I commenti della politica e delle parti sociali

La sinistra ha bollato alcune scelte come un “ultimo minuto problematico”, soprattutto attorno al condono edilizio. Alcuni esponenti di Italia Viva e PD hanno criticato i tagli alle pensioni anticipate e la gestione dei fondi, accusando la maggioranza di “fare cassa sulle categorie più fragili”.

Dall’altra parte, rappresentanti della maggioranza hanno difeso le scelte affermando che la manovra punta a sostenere il potere d’acquisto e a mantenere l’equilibrio dei conti pubblici in un contesto internazionale complesso.

Dopo il via libera della Commissione bilancio, il testo è stato trasmesso all’Aula del Senato con il voto finale atteso entro fine dicembre 2025. La discussione continua a essere serrata, con possibili ulteriori emendamenti e modifiche in vista dell’approvazione definitiva. 

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