Fini (Cia) all’AgriFood Summit: ripartire da politiche Ue incentivanti per il settore

 
“La nostra agricoltura ha bisogno di strategie più flessibili e di una burocrazia davvero più snella. La sfida che attende, ora, il comparto è la costruzione di una nuova via per la sostenibilità, non ideologica né penalizzante, con direttive eccessivamente vincolanti, per il settore”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, all’Agrifood Summit 2024 organizzato da “Il Sole 24 Ore”, intervenendo alla tavola rotonda “Dal Green Deal della Politica Agricola Comune all’export a rischio guerra: l’esigenza di strategie economicamente sostenibili”.

“Dalla prossima legislatura Ue auspichiamo un approccio diverso, una politica a favore degli agricoltori e non contro. Per questo -ha ricordato Fini- chiediamo da tempo una transizione verde graduale e un’attenzionale puntuale alle emergenze che investono l’agricoltura a livello globale, riconoscendo nei fatti la centralità del settore nella lotta ai cambiamenti climatici e nella competitività del Made in Italy.

Nel panel dedicato alla filiera agroalimentare, il richiamo di Fini alle priorità secondo l’organizzazione. In particolare, guardando alle aree rurali che “devono diventare centrali, incentivando l’agricoltura che è fondamentale contro il dissesto idrogeologico e nella salvaguardia di paesaggio, territorio, ma anche comunità. Occorre equilibrio tra sostenibilità ambientale, economica e sociale, anteporre gli studi di impatto alla definizione delle norme. Le risorse poi sono strategiche in tal senso, ci auguriamo venga preservato il budget dell’ultima programmazione, sapendo già che serviranno ancora più finanziamenti”.

La sottolineatura porta subito al punto su acqua e suolo “Sono da proteggere in quanto risorse sempre più preziose. Bisogna lavorare con più convinzione per aumentare la fertilità di suolo ed evitare la cementificazione. Anche per questo non ci sarà futuro senza innovazione e formazione”.

Passaggio importante sul caporalato. “Bisogna insistere sulla reperibilità della manodopera, è un tema che va affrontato sotto ogni aspetto e lo abbiamo fatto in agricoltura anche in collaborazione col ministero per più formazione, più controlli. Però non basta. Serve intervenire su chi lavora nell’illegalità, non con l’aggiunta di oneri amministrativi per le imprese. Dobbiamo creare piattaforme con il Decreto Flussi più semplificate, ma anche più rigide, perchè alcune aziende assumono solo per qualche mese ma poi i lavoratori rimangono sul territorio”.
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