Assicurazioni, Farina (Ania): "Il settore e il Paese hanno saputo reagire a pandemia e guerra"

- di: Redazione
 
Un anno fa, l'Italia e l'Europa stavano ancora risollevandosi dalle terribili conseguenze della pandemia, sanitarie, economiche e sociali, quando sul continente e sul resto del mondo si è abbattuta la guerra.
''Avrebbe potuto essere - ha detto in apertura della sua relazione, in occasione dell'assemblea generale dell'Ania, la presidente Maria Bianca Farina - una tempesta perfetta, non la prima di questi anni. Non è andata così. La guerra è ancora aperta, ma adesso sappiamo che l’Italia e tutta l’Europa hanno saputo reagire''.
Farina ha detto che ''come collettività nazionale e come settore assicurativo, ci siamo dimostrati incredibilmente resilienti. La crisi energetica resta una minaccia sullo sfondo, ma l’emergenza è stata gestita e superata con prudenza, con perizia e capacità di sacrificio'', tanto che ''l’economia italiana ha continuato a crescere con vigore, al punto che le organizzazioni internazionali hanno rivisto più volte al rialzo le stime di crescita e, alla chiusura di venerdì scorso, gli indici di borsa italiani hanno toccato il massimo degli ultimi 15 anni''.

Assicurazioni, Farina (Ania): "Il settore e il Paese hanno saputo reagire a pandemia e guerra"

Parlando specificamente del settore assicurativo, il presidente di Ania ha parlato del 2022 come di un anno particolarmente complesso, durante il quale, comunque, le compagnie hanno confermato la loro solidità. Lo testimoniano gli indici di solvibilità ''rimasti pressoché stabili a livelli di assoluta sicurezza: due volte e mezzo i minimi di legge, in linea con la media europea'', con il volume degli investimenti pari a 900 miliardi.
Comunque, lo scorso anno la redditività del settore si è ridotta: ''Nei rami danni, nonostante la crescita della raccolta, si sono sentiti gli effetti dell’inflazione che ha provocato un aumento delle componenti di costo, il quale a sua volta si è riflesso in un rialzo del combined ratio, in particolare nel comparto della r.c. auto''.

L'Italia, per il presidente Farina, è ancora sottoassicurata. "L'incidenza dei premi danni non auto sul Pil è ancora pari all'1,1%, rispetto alla media europea del 2,3%". Segnali positivi giungono dal primo trimestre dell'anno, che ha ''confermato l'evoluzione positiva dei premi danni non auto, in aumento dell'11,4% rispetto allo stesso periodo del 2022".

Un passaggio interessante della relazione del presidente Farina, vista la sua stretta attualità, ha riguardato il cambiamento climatico che, ha detto, ''non è più semplicemente un rischio, ma una realtà". Per questo Farina ha detto che l'Italia ha "bisogno di protezione dai rischi", dando a governo e autorità la disponibilità delle assicurazioni a fare la loro parte: "noi ci siamo", ha ribadito.
Restando in tema e parlando dei costi delle catastrofi, Maria Bianca Farina ha ricordato che "se si includono anche i terremoti, la quota di danni assicurati in Italia non supera oggi il 14% del totale: è di gran lunga il dato più basso fra i principali paesi europei".
Quindi, ad avviso del presidente delle compagnie assicuratrici, è "chiara la strada da intraprendere": un sistema pubblico-privato fondato su mutualizzazione dei rischi e prevenzione, trasparenza nelle procedure, opportune modalità di finanziamento della gestione delle emergenze post-evento e, soprattutto, tempi certi e ragionevoli di risarcimento.

''Sono anni - ha aggiunto - che si discutono iniziative al riguardo, senza giungere a una soluzione. Proprio in questi giorni, è in fase avanzata un disegno di legge delega che affiderebbe al Governo l’individuazione di strumenti assicurativi e riassicurativi per la copertura dei rischi derivanti da eventi naturali catastrofali. La velocità del cambiamento climatico e, purtroppo, il ripetersi delle sciagure ci dicono che non c’è tempo da perdere. Ci impegneremo attivamente per supportare il Governo nel definire le migliori soluzioni''.

Nella lunga relazione del presidente di Ania non poteva mancare un accenno ad un argomento che è, quotidianamente, al centro del dibattito, non solo nazionale: l'intelligenza artificiale. Farina ha detto che ''L’Italia ha il potenziale per giocare un ruolo da protagonista in questa nuova fase: ha competenze, università, forte presenza in robotica e meccatronica, start up attive in I.A., gruppi industriali con importanti budget e piani di digitalizzazione già avviati e consolidati. In tale contesto, le compagnie assicurative assumono un ruolo centrale perché hanno un patrimonio di dati e know how da sempre gestito nel massimo rispetto della privacy e, soprattutto, perché la capacità di previsione e riduzione dei rischi è nel loro stesso DNA. Possono anche effettuare investimenti in sistemi e tecnologie a sostegno dello sviluppo di una filiera italiana di imprese operanti nel comparto. Hanno la concreta prospettiva di sviluppare – sempre grazie alla intelligenza artificiale – un’offerta più ampia e molto più efficiente, in grado di dare ai clienti maggiore valore anche in aree fino ad oggi difficili da trattare a condizioni sostenibili''.

Entrando in argomenti specifici, quale, ad esempio, l'assicurazione vita, Maria Bianca Farina ha detto che è necessario ''creare le condizioni per cui possa continuare a fornire risposte efficaci ai bisogni di sicurezza, stabilità e investimento di lungo termine degli italiani. È il mestiere che fa da oltre 40 anni ed è un pilastro di sicurezza e stabilità sociale del Paese''.
Per Farina ''la stella polare è che va valorizzato in Italia l’investimento assicurativo a medio e lungo termine, il più adatto alle esigenze delle famiglie italiane e del sistema produttivo in generale. È l’unico che può garantire flussi di finanziamento – anche in titoli meno liquidi – per le piccole e medie imprese italiane. Per questo bisogna estendere ai prodotti assicurativi tradizionali l’agevolazione sui rendimenti – a favore dei risparmiatori – sui cosiddetti “investimenti qualificati”, tra i quali anche i Piani Individuali di Risparmio. Lasciare ancora fuori dalle agevolazioni proprio i prodotti assicurativi, mentre sono inclusi quelli di altri investitori istituzionali, significherebbe, infatti, consolidare disincentivi a danno di un’industria strategica, in un momento particolarmente delicato''. Quindi, dal presidente Ania, un auspicio: ''Con la riforma fiscale, si potrebbero prevedere norme che favoriscano la detenzione degli strumenti finanziari per un congruo periodo di tempo. Tra l’altro, questo tipo di trattamento potrebbe incentivare le adesioni a forme di previdenza complementare, ancora troppo poco diffuse''.

Parlando del contesto economico cui stanno contribuendo anche le politiche della Banca centrale europea, Farina ha detto che ''la lezione principale degli ultimi anni riguardi qualcosa che noi assicuratori capiamo meglio di chiunque altro: il rischio e l’incertezza sono e resteranno le condizioni normali del nostro tempo. Ma non possiamo aspettare che il rischio e l’incertezza si diradino, prima di iniziare a programmare il futuro. Dobbiamo comunque progettare, investire, fare riforme, agire e preparare l’Italia di domani. Anche perché, diciamocelo, alcune cose possiamo prevederle molto bene. E chiamano direttamente in causa, insieme agli equilibri della società italiana, la nostra stessa responsabilità''.

Farina ha anche parlato del PNRR e del suo utilizzo, definito ''essenziale'' per ''tenere il passo dei nostri Paesi partner, per creare le condizioni di crescita del futuro''.
''Non spetta certo a me o a noi - ha voluto sottolineare - fare apprezzamenti di natura politica, ma un punto mi sembra chiaro: sono molti gli interessi dei Paesi europei oggettivamente convergenti. Abbiamo bisogno di lavorare insieme, di fronte alla sfida della politica industriale americana o all’aggressività tecnologica e commerciale della Cina. Non è il momento di dividersi, ma di aprire cantieri nuovi e promettenti come quello di un mercato dei capitali più integrato in Europa, nonché quello dell’innovazione da governare e regolare''.

In chiusura di relazione, Maria Bianca Farina ha voluto dire che ''non c’è dubbio che grandi sfide e la certezza nelle incertezze connotano il nostro tempo, ma non siamo mai stati così vitali, così pronti a ripartire. L’intelligenza artificiale, a cui sono e saranno sempre più ispirati i nostri progetti innovativi, potrà essere motore dello sviluppo e del rilancio del nostro Paese. Il settore assicurativo, infatti, potrà rappresentare un importante punto di riferimento e un determinante volano di cambiamento. Continueremo, infine, con impegno a rafforzare l’educazione finanziaria dei giovani, purtroppo poco diffusa in Italia, benché fondamentale per interpretare e guidare correttamente le scelte necessarie e i cambiamenti ineludibili della nostra storia''.
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